Pasta secca, Altroconsumo: prezzo scende, ma di pochi centesimi al chilo

Pasta secca, Altroconsumo: prezzo scende, ma di pochi centesimi al chilo (Foto di Leopictures da Pixabay)

Un chilo di pasta secca costa in media 1,62 euro (dati di settembre 2024), 5 centesimi in meno rispetto al 2023. Una riduzione che non compensa i rincari degli ultimi tre anni (+23%): è quanto emerso dal monitoraggio Altroconsumo dei prezzi dei prodotti alimentari.

Secondo l’analisi, a settembre 2023 il prezzo di un chilo di pasta secca si attestava a 1,67 euro, mentre a settembre 2022 il costo medio era di 1,66 euro. Nel settembre 2021 il prezzo era significativamente più basso, pari a 1,32 euro al chilo. In tre anni, dunque, l’aumento complessivo è stato del 23%. A settembre 2020 il prezzo era di 1,25 euro e a settembre 2019 di 1,19 euro al chilo.

Con le promozioni, però, si può risparmiare. La pasta – rileva Altroconsumo – è uno dei prodotti che si trova spesso in promozione nella grande distribuzione. Nei primi nove mesi del 2024 il risparmio, acquistando prodotti in promozione, è stato del 20%. Prima della pandemia in media era del 21%.

Inoltre, acquistando le Private Label, i prodotti a marchio del supermercato – sottolinea l’associazione – si può risparmiare circa il 35% rispetto ai marchi tradizionali. Anche nei discount i prezzi restano competitivi, con un risparmio medio del 37% nei primi nove mesi del 2024, in linea con gli anni precedenti.

Pasta secca, Altroconsumo: prezzi non giustificati dai rincari del grano

Ma gli aumenti del prezzo della pasta sono legati ai rincari della materia prima? Secondo l’analisi dell’associazione “non del tutto, e sono durati più a lungo rispetto a quelli del grano”.

“Tra gennaio e dicembre 2022 – spiega Altroconsumo – la pasta continuava ad aumentare del 18%, mentre i prezzi del grano si riducevano (-6% e -16% per grano italiano ed estero). Nel 2023 i prezzi della pasta cominciavano a calare, ma solo dell’1%, mentre quelli del grano registravano ribassi tra il 20 e il 30%. Nel 2024, infine, la riduzione dei prezzi della pasta rispetto al 2023 è stata del -3%, mentre quella del frumento duro per lo stesso periodo è stata del -15% per il grano italiano e -19% per quello estero“.

“È vero che il prezzo della pasta non può essere spiegato interamente dal costo del grano e che altri elementi partecipano alla definizione del prezzo finale del prodotto, ma la riduzione attuale dei prezzi della pasta non sembra sufficiente – conclude l’associazione -. Per la pasta, quindi, dovrebbero esserci ulteriori cali nei prossimi mesi, se la discesa dei prezzi del grano duro continuerà”.

Parliamone ;-)