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PIL in calo e consumi fermi: Adoc lancia l’allarme sull’economia italiana
Nel secondo trimestre 2025 l’Italia segna una flessione dello 0,1%. Prezzi in aumento, domanda interna fragile e intesa sui dazi con gli USA preoccupano le associazioni dei consumatori.
Secondo le stime preliminari ISTAT, nel secondo trimestre 2025 l’economia italiana ha registrato una flessione del PIL dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, con un rallentamento anche della crescita tendenziale annua (0,4% contro lo 0,7% del primo trimestre).
L’analisi evidenzia una frenata nei comparti agricolo e industriale, mentre i servizi restano sostanzialmente stabili. La componente nazionale della domanda è in leggera crescita, ma quella estera netta subisce un calo marcato. La crescita acquisita per l’intero anno si ferma allo 0,5%.
Prezzi in salita, consumi in stallo: cresce la preoccupazione
I dati ISTAT sul PIL confermano le preoccupazioni espresse da Adoc, l’associazione nazionale dei consumatori. Secondo la presidente Anna Rea, i consumi restano su livelli molto bassi, mentre i prezzi continuano a salire, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie. Un contesto che mina la tenuta del mercato interno, aggravato dalla mancanza di interventi incisivi sul fronte dei salari e della domanda.
L’accordo sui dazi USA rischia di colpire il Made in Italy
A peggiorare il quadro economico, secondo Adoc, è anche il recente accordo commerciale siglato tra Unione Europea e Stati Uniti. L’intesa, che prevede nuovi dazi e l’importazione di gas naturale liquefatto americano, rischia di penalizzare gravemente la produzione europea, in particolare quella italiana.
Anna Rea, presidente nazionale di Adoc, denuncia: “Si prefigurano contrazione della produzione, perdita di posti di lavoro e riduzione del reddito disponibile”.
Inoltre, il costo del gas USA risulta superiore rispetto ad altre fonti come l’Algeria e nettamente meno competitivo rispetto alle rinnovabili.
Critiche alla Commissione UE: “Serve una revisione dell’accordo”
Secondo Adoc, l’accordo con gli Stati Uniti non promuove né il libero mercato né uno sviluppo economico sostenibile. La mancanza di trasparenza e il rischio di squilibri strutturali per l’industria europea sono elementi che impongono una revisione urgente dell’intesa. “Non possiamo accettare che si trasformi in un ricatto per l’Europa”, afferma Rea, sottolineando la necessità di tutelare le produzioni locali e l’autonomia energetica dell’Unione.
Le proposte Adoc: più potere d’acquisto, investimenti e lotta alla speculazione
Anna Rea conclude con un appello alle istituzioni per un cambio di rotta deciso.
Tre le priorità indicate da Adoc: aumentare il potere d’acquisto dei cittadini attraverso politiche fiscali e contrattuali più favorevoli; sostenere la domanda interna con incentivi al consumo di prodotti italiani di qualità; e contenere il carovita investendo con decisione nelle energie rinnovabili e combattendo ogni forma di speculazione. Solo così si potrà evitare il rischio di stagnazione e rilanciare l’economia nazionale su basi solide e sostenibili.

