Rapporto Coop: cambia il carrello della spesa, tra rinunce e nuove tendenze a tavola

Rapporto Coop: cambia il carrello della spesa, tra rinunce e nuove tendenze a tavola (foto Pixabay)

È un Paese inquieto quello fotografato dal Rapporto Coop 2023: il 30% si dichiara tale, +6% sul 2022. Crescono i timori (dal 20% al 32%), ma complessivamente si rafforzano i sentimenti di fiducia (36%), serenità (29%), accettazione (23%) e aspettativa positiva (28%).

Il “Rapporto Coop 2023 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” analizza le dinamiche economiche e sociali del Paese, con un focus su quelli che sono i consumi e gli stili di vita degli italiani ad oggi e uno sguardo verso le prospettive future. È redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi.

Rapporto Coop, in Italia aumentano le rinunce

In Italia l’economia perde la spinta dei consumi, che hanno sostenuto il Pil nella prima parte dell’anno, e nei prossimi mesi le intenzioni di spesa degli italiani fanno segnare una brusca inversione di rotta (36% sono gli italiani che intendono ridurre i consumi al netto dell’inflazione contro solo l’11% che pensa di aumentarli).

Le prospettive sono poi appesantite dall’eccezionale crescita dell’inflazione, che solo negli ultimi 2 anni ha abbattuto il potere d’acquisto in una misura pari a 6.700 euro procapite e, secondo l’80% dei manager intervistati, bisognerà aspettare almeno il 2025 prima che la crescita dei prezzi torni ai livelli pre-pandemici.

“Sereni e consapevoli ma certamente più poveri, gli italiani di fatto non possono che convivere con un’economia familiare sempre più ristretta e che non lascia spazio al futuro e obbliga a moltiplicare le rinunce quotidiane“, analizza il Rapporto.

Calano le compravendite immobiliari (-14,5% 2023 su 2022 e in prospettiva sul 2024 -4%), si riducono gli acquisti delle auto nuove, cadono gli acquisti dei beni tecnologici. In particolare, le vendite di smartphone nuovi si riducono in quantità del 10% negli ultimi 12 mesi (sono oltre 1,3 mln di telefoni venduti in meno), mentre l’usato o il ricondizionato sostituiscono il nuovo (sono 33 milioni gli italiani che nell’anno passato hanno venduto o acquistato beni usati).

E, dopo aver riguadagnato nel primo semestre i livelli prepandemici, gli italiani si sono ancora concessi pranzi e cene con estrema oculatezza durante l’estate, ma passeranno nuovamente l’autunno in casa (il 51% dichiara di ridurre il numero di occasioni conviviali fuori casa nei prossimi 12/18 mesi).

 

Fonte: Rapporto Coop
Fonte: Rapporto Coop

 

L’inflazione pesa sul carrello della spesa

A causa dell’inflazione, che ha rincarato di oltre il 21% il costo dei beni alimentari e che non promette di arrestarsi prima dei prossimi due anni, i carrelli degli italiani diventano leggerissimi. -3,0% la variazione delle vendite a prezzi costanti nei primi 7 mesi dell’anno e, in previsione 2024 su 2023, il 60% dei manager intervistati si aspetta un risultato in ulteriore seppur modesto calo (-0,5%).

Dopo la riduzione delle quantità acquistate, con l’arrivo dell’autunno – e l’ulteriore aumento dei prezzi – gli italiani sembrano pronti a cambiare nuovamente strategia grazie ad un quotidiano impegno per contenere gli sprechi, alla rinuncia ai prodotti non strettamente necessari e a quelli a maggiore contenuto di servizio. Così – si legge nel Rapporto – la spesa diventa più frequente, l’attenzione al risparmio fa piazza pulita della fedeltà al canale di acquisto, discount e Mdd sembrano ancore di salvezza.

Otto italiani su 10 indicano nel primo il modo per mitigare l’effetto dell’inflazione, altrettanti acquisteranno più marca del distributore a discapito della marca industriale.

Intanto si fanno strada nuove tendenze a tavola. E a fronte del plant-based le cui vendite fanno registrare un +9% anno su anno, gli zuccheri perdono punti (i prodotti sugar free battono tutti i free from) e i segnali in prospettiva parlano chiaro: 15% la percentuale che nei prossimi 12/18 mesi farà uso di prodotti senza o con poco zucchero. Nel piatto arriva anche il fitness: si conferma, infatti, la predilezione per le proteine e per l’healthy (alimentazione sportiva, frutta secca, bevande salutistiche crescono), oltre alla volontà di contribuire con la propria dieta al miglioramento delle sorti del pianeta.

Già oggi, 5,1 milioni di italiani dichiarano di alimentarsi a spreco zero, 2,8 si definiscono reducetariani e 1,4 sono i cosiddetti climatariani (ovvero coloro che usano prodotti a basso impatto C02). A farne le spese è soprattutto la carne, il 39% del campione dichiara di essere disposto a ridurne il consumo.

“D’altronde – analizza il report – sulla tavola di un futuro nemmeno troppo lontano, della carne rimarrà solo il sapore: nella top 5 dei nuovi cibi che secondo gli italiani compariranno in tavola nei prossimi 10 anni figurano i prodotti a base vegetale con il sapore di carne (31%) e la carne sintetica prodotta in laboratorio (28%)”.


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