Rapporto Coop sui consumi. le tendenze del 2026 (Foto Pixabay)
Rapporto Coop sui consumi, l’anno inizia con preoccupazione e spese di necessità
Gli italiani iniziano l’anno in un bagno di realtà e prevedono di spendere di più soprattutto per le spese obbligate. La casa rimane il luogo del cibo. Le previsioni del Rapporto Coop sui consumi
Italiani convinti di dover spendere di più soprattutto per le spese obbligate. Con poca libertà di consumo, scelte e aspirazioni ripiegate nella dimensione familiare, tutti a casa con il cibo al centro del benessere quotidiano. Per il resto è un bagno di realtà e sentimenti improntati alla preoccupazione e all’insicurezza verso il mondo esterno. Il Rapporto Coop Winter Edition dell’Ufficio Studi Coop fotografa l’avvio del nuovo anno fra tendenze, sentimenti e consumi.

Inizia l’anno in un bagno di realtà
Fra i connazionali, è il mood generale, ci sono disillusione e poco entusiasmo.
“Gli italiani che si affacciano sul 2026 sembrano immergersi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile dove i conflitti bellici, le diseguaglianze sociali, il climate change sono moneta corrente e influenzano pesantemente l’economia (tornano di moda i beni rifugio e gli investimenti più remunerativi sono materie prime e terre rare, azioni delle aziende della difesa e l’oro)”, evidenzia l’indagine.
Le emozioni positive sono invece collegate alla sfera personale e familiare, mentre le aspettative si fanno negative quando si guarda allo scenario nazionale e internazionale.
Gli italiani vedono “nero” il mercato del lavoro del territorio in cui vivono (così il 43%, solo l’11% associa positività), il fattore sicurezza (47% negativo a fronte di un 8% positivo), l’accesso ai servizi sanitari (il 48% versus 9%). Non fanno sconti allo stato dell’economia italiana (percezione negativa al 42% contro il 21% positiva) e alle criticità generate dai cambiamenti climatici (percezione negativa al 50% contro il 20% positiva).
Si spenderà di più per consumi di necessità
Il contesto è difficile, i consumi non sono dinamici. La previsione (fatta nella survey sugli opinion leader) è di una crescita dello dello 0,3% mentre l’ultima previsione Istat è più ottimistica ma pur sempre contenuta (+0,9%). Gli italiani sanno di dover spendere di più, quasi esclusivamente per consumi di necessità: quanti pensano di spendere di più per utenze e bollette superano di 22 punti percentuali quanti sperano di pagare meno. E questo timore di spendere di più vale anche per la salute fisica (saldo +10 punti percentuali) e il cibo domestico (+9).

Il luogo del cibo
Secondo il Rapporto Coop è un’Italia fatta di tanti “vorrei ma non posso”. E in questo contesto, in una “little Italy”, “la casa continua ad essere il luogo del cibo – evidenzia lo studio – Stabile la crescita dell’home cooking (7 italiani su 10 non prevedono cambiamenti nella spesa alimentare per il consumo domestico, mentre il 20% ipotizza un aumento) e perfino il delivery torna a crescere, trascinato dalla voglia di rimanere in casa. Innovazione e più tempo tra i fornelli sono le parole chiave della tavola 2026 degli italiani, fatta di alimenti salutari, semplici, autentici”.
Il benessere passa ancora dalla tavola e gli italiani descrivono il cibo che acquisteranno nel 2026 come salutare, semplice, autentico, tradizionale, poco costoso (questa voce è al quarto posto fra quelle indicate). Affermano che aumenteranno il consumo di cibi senza conservanti e additivi (o a ridotto contenuto), senza zuccheri e senza grassi. Naturalmente nel carrello della spesa vince ancora la convenienza, con previsioni di aumento per acquisti di prodotti in offerta, a basso prezzo ma allo stesso tempo anche per quelli di alta qualità.
Chi prevede di acquistare più cibi senza conservanti e additivi nel 2026 supera di 21 punti percentuali chi pensa di diminuirli (+14 nel 2024); la stessa differenza è di 18 punti percentuali per i cibi senza / a ridotto contenuto di zuccheri (+13 nel 2024) e di 15 per i cibi senza / a ridotto contenuto di grassi (+12 nel 2024). Nelle intenzioni degli italiani, verdura, frutta e pesce sono in aumento e in netto contrasto con le previsioni di spesa per l’acquisto di carni rosse e salumi, che invece scendono.
“Esce radicalizzato il mantra degli italiani degli ultimi anni – spiega lo studio – che puntano al benessere a tavola associato al principio della prevenzione come comportamento oramai acquisito”.

