Sicurezza generale dei prodotti, Adiconsum in audizione alla Camera (foto Pixabay)

Sicurezza generale dei prodotti, Adiconsum in audizione alla Camera (foto Pixabay)

La sicurezza dei prodotti non è un optional né un lusso: è un diritto fondamentale del consumatore. A causa di un oggetto progettato male o assemblato con materiali pericolosi o distribuito senza controlli adeguati, infatti, un semplice gesto di uso quotidiano può trasformarsi in un incidente, anche con gravi conseguenze: così Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale, in audizione alla Camera sulla sicurezza generale dei prodotti.

L’audizione si è svolta nell’ambito dell’esame dello Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2023/988, sulla sicurezza generale dei prodotti.

Sicurezza generale dei prodotti, cosa prevede il decreto

Il decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri – in esame preliminare – il 22 dicembre 2025, “armonizza il Codice del consumo al nuovo quadro europeo, innalzando i livelli di protezione dei consumatori rispetto ai rischi emergenti, inclusi quelli derivanti dal commercio online e dalle nuove tecnologie – si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri -.  Individua le autorità nazionali di vigilanza e rafforza i poteri sanzionatori per impedire l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi. Viene inoltre disciplinato il funzionamento dell’Ufficio unico di collegamento e l’accesso al sistema di allerta rapido Safety Gate“.

Il provvedimento, inoltre, “dispone l’abrogazione della precedente normativa sui prodotti che possono essere confusi con alimenti, ora assorbita direttamente dal regolamento”.

“Al fine di garantire la continuità operativa delle imprese – spiega il comunicato del Consiglio dei Ministri – è previsto un regime transitorio che consente la vendita di prodotti già immessi sul mercato prima del 13 dicembre 2024, purché conformi alla previgente disciplina“.

Il parere di Adiconsum

“Adiconsum – spiega De Masi in una nota – giudica positivamente lo schema di Decreto, considerandolo un passo necessario e in gran parte condivisibile per aggiornare una normativa nazionale ormai superata (pensata ancora per un mercato fisico e nazionale) e per colmare gravi lacune applicative attuali, quali la frammentazione delle responsabilità nella filiera; le difficoltà nell’intervenire efficacemente sulle vendite online; la tardività e l’inefficacia dei richiami, che lasciano i consumatori privi di rimedi concreti e tempestivi in caso di prodotto pericoloso”.

Secondo l’associazione, dunque, “il Decreto introduce strumenti e pressione regolatoria adeguati ai problemi reali”.

Tuttavia – conclude De Masi – “per tradurre il diritto alla sicurezza in una tutela sostanziale servono: applicazione uniforme delle responsabilità; rimedi rapidi ed effettivi per i consumatori; risorse finanziarie e organizzative proporzionate; riconoscimento del disagio subito e continuità d’uso; coinvolgimento stabile delle Associazioni Consumatori. Solo così la riforma potrà produrre effetti concreti nella vita quotidiana dei cittadini”.

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