sicurezza alimentare prezzi

Hanno subito un’impennata le quotazioni dei cereali in Europa. Anche sul mercato italiano si registrano i primi effetti dell’aumento dei prezzi su grano tenero, orzo e mais.

L’Unione Nazionale Consumatori richiama, dunque, l’attenzione sul rischio speculazione e invita alla massima serietà, dichiarando di essere pronta a segnalare rincari ingiustificati all’Antitrust.

“In questo grave momento bisognerebbe dimostrare serietà e non speculare, cogliendo l’occasione per rialzare i prezzi o per annunciare rincari finora inesistenti, anche perché le aspettative di inflazione creano inflazione. Vigileremo su ogni aumento ingiustificato, pronti a denunciarlo all’Antitrust come abbiamo fatto in occasione della pandemia per i prezzi delle mascherine” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Aumento dei prezzi, UNC: attendere l’evoluzione della situazione

Secondo Massimiliano Dona “serve tempo prima che le eventuali mancate importazioni delle materie prime dalla Russia e dall’Ucraina possono ripercuotersi sui prezzi finali di vendita dei prodotti trasformati”.

“È ovvio che all’inizio i mercati reagiscano con esplosioni delle quotazioni internazionali, dal gas al petrolio fino al grano – spiega – ma non è il dato di 4 o 5 giorni che potrà determinare incrementi dei prezzi per i consumatori. Bisogna, quindi, attendere l’evoluzione della situazione”.

“Infine, la materia prima incide solitamente in minima parte sul prezzo finale di vendita. Per quanto riguarda la pasta, ad esempio, incide per meno del 25%. Questo vuol dire, ad esempio, che per avere un aumento della pasta del 20 o del 30%, il prezzo del grano dovrebbe salire, rispettivamente, dell’80 e del 120%. Inaccettabile, quindi, che i produttori di pasta o i distributori, che hanno già rialzato i prezzi del 12,5% da gennaio 2021 a gennaio 2022, mettano già avanti le mani per altri rincari”, conclude Dona.


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