Vendemmia 2023, si parte in ritardo. Nel centro-sud danni a causa della peronospora (Foto di Carsten da Pixabay)
Vendemmia 2025: qualità eccellente e volumi in crescita, ma il mercato resta in affanno
L’Italia si conferma leader mondiale con oltre 47 milioni di ettolitri, superando la Francia. Tuttavia, dazi USA e saturazione dei mercati preoccupano la filiera vitivinicola.
Quantità e qualità: la vendemmia 2025 si annuncia tra le migliori degli ultimi anni. Secondo le previsioni congiunte di Assoenologi, Uiv e Ismea, i volumi di raccolta cresceranno dell’8%, tornando sopra i 47 milioni di ettolitri, dieci milioni in più della Francia.
“La qualità delle uve si preannuncia molto buona, in alcune zone addirittura eccellente” ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi. Un risultato che, sottolinea,
“in un momento complesso come quello attuale, rende ancora più importante il lavoro di preparazione e valorizzazione dei nostri vini sui mercati internazionali”.
Quantità e mercato: il rischio di un equilibrio fragile
La vendemmia abbondante non è sempre sinonimo di beneficio per la filiera. Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, avverte: “Alle attuali condizioni sarà difficile garantire la giusta remunerazione alla filiera con 47,4 milioni di ettolitri cui si aggiungono circa 37 milioni già in cantina. Anche il buono, se troppo, perde valore”.
Per il futuro, Frescobaldi propone di rivedere gli schemi produttivi partendo dal Testo Unico del vino, introducendo un “sistema a fisarmonica” capace di adattarsi alle dinamiche di mercato. Decisiva sarà anche una campagna di promozione straordinaria, a regia pubblico-privata, soprattutto negli Stati Uniti.
Mercati saturi e sfida USA
Se la qualità è indiscussa, le sfide arrivano dai mercati. Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, segnala come il settore stia vivendo una fase complessa: “Nei primi cinque mesi del 2025 i volumi di export sono calati del 4%, ma il valore si è mantenuto stabile a 3,2 miliardi di euro. Il mercato USA resta strategico, ma la crescita del 5,79% riflette logiche di stoccaggio e non un reale aumento della domanda”.
In questo scenario, i dazi americani al 15% pesano e rischiano di frenare le prospettive. L’Agenzia Ice punta quindi a rafforzare le strategie di supporto al Made in Italy attraverso campagne di education & tasting e promozione mirata, con l’obiettivo di consolidare la leadership internazionale del vino italiano.
Un brindisi con prudenza
La vendemmia 2025 regala dunque all’Italia un primato quantitativo e una qualità riconosciuta, ma il comparto resta in bilico tra opportunità e difficoltà. A fare la differenza saranno le politiche di promozione, la capacità di adattamento della filiera e un mercato globale che deve tornare a riconoscere il valore del vino italiano, al di là dei numeri record della produzione.

