Dal caro carburanti ai rincari sulla spesa alimentare (Foto Michael Burrows per Pexels)

Dalla guerra in Medio Oriente si rischia un effetto domino che va dai prezzi dei carburanti a quelli dei beni alimentari. Continuano a denunciarlo le associazioni dei consumatori, che assistono agli aumenti giornalieri di benzina e diesel e temono le ricadute dei rincari sull’intera economia e sui prezzi al dettaglio dei prodotti al consumo. Codici stima che i prezzi della sola spesa alimentare potrebbe aumentare fra 20 e 40 euro mensili già alla fine di marzo.

Dai carburanti al rincaro della spesa alimentare

L’escalation militare fra Stati Uniti, Israele e Iran sta producendo effetti pesantissimi sui mercati energetici. I rincari dei carburanti con ogni probabilità si aggraveranno nelle prossime settimane. Già in questi giorni i prezzi di benzina e diesel hanno preso a correre, superando sulle autostrade quella che viene considerata la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

L’aumento dei carburanti, ricorda oggi Codici, “si traduce inevitabilmente in inflazione importata e perdita di potere d’acquisto per le famiglie, aggravando ulteriormente una situazione economica già resa difficile dall’aumento del costo della vita”.

Secondo le elaborazioni economiche basate sulla struttura dei costi della filiera agroalimentare e sull’incidenza dei trasporti nel sistema distributivo, prosegue l’associazione, “un incremento dei carburanti compreso tra il 2% e il 3% può determinare nel breve periodo un aumento dei prezzi dei beni alimentari compreso tra lo 0,5% e l’1,5% entro la fine del mese di marzo”.

I primi rincari sui prodotti alimentari si scaricherebbero sull’ortofrutta fresca, su prodotti lattiero caseari, su carne e prodotti della filiera zootecnica e su prodotti alimentari “a forte componente logistica” come pane e derivati dei cereali.

“Le stime – afferma Codici – indicano che, qualora la dinamica dei carburanti dovesse mantenersi sui livelli attuali o addirittura aggravarsi a causa dell’instabilità geopolitica nell’area mediorientale, la spesa alimentare delle famiglie italiane potrebbe aumentare entro fine marzo di circa 20–40 euro mensili per nucleo familiare medio”.

L’aumento dei prezzi dei beni alimentari a sua volta colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione e incide sul potere d’acquisto. “Se il conflitto dovesse proseguire o intensificarsi, il rischio concreto – conclude Codici – è quello di assistere nelle prossime settimane a un ulteriore effetto domino sui prezzi dei beni di largo consumo, con un aggravamento dell’inflazione e nuove difficoltà per le famiglie italiane”.

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