Bollette gas, rialzi per i clienti vulnerabili. Associazioni: inaccettabile
Il prezzo di riferimento per il cliente tipo sale a 109,85 centesimi al metro cubo, con un +1,7% sul maggio. Per le Associazioni si tratta di un rincaro inaccettabile e chiedono riforme urgenti del mercato
Arera ha comunicato il valore aggiornato della materia prima gas per il servizio di tutela della vulnerabilità relativo a giugno 2025. Per il cliente tipo in tutela della vulnerabilità, il prezzo di riferimento del gas naturale per giugno è pari a 109,85 centesimi di euro al metro cubo, con un incremento dell’1,7% su maggio sulle bollette gas.
UNC, serve riforma per impedire speculazioni
Un rialzo “inaccettabile”, afferma l’Unione Nazionale Consumatori.
“Per quanto minimo, questo aumento è la prova che urge una seria riforma a livello europeo che impedisca di speculare allegramente sul gas, facendo salire il prezzo nonostante il crollo della domanda dovuto alla fine della stagione termica”.
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, il +1,7% significa spendere 20 euro (20,35 centesimi) in più su base annua, anche se l’effetto reale è praticamente nullo visto che i caloriferi sono orami spenti in tutta Italia e il gas è utilizzato solo per la cottura cibi e produzione di acqua calda. La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° giugno 2025 al 31 maggio 2026), nell’ipotesi di prezzi costanti, sale a 1208 euro che, sommati ai 622 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 1830 euro.
Se il prezzo del gas sale oggi dell’1,7%, rispetto ai tempi pre-crisi del giugno 2021, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è oggi superiore del 49,2%, mentre rispetto al picco del giugno 2022 è inferiore di appena l’11,4%. La spesa nei prossimi 12 mesi, ipotizzando prezzi fissi, è meno cara di 2 euro rispetto a quella pagata nel 2024.
Assoutenti: urge rivedere il mercato
Per Assoutenti, con il rialzo delle tariffe del gas per i clienti vulnerabili, Arera conferma l’allarme lanciato nelle settimane scorse dall’associazione circa l’effetto delle crisi geopolitiche in atto sulle tasche dei consumatori.
“Lo scoppio della guerra in Iran ha influito in modo diretto sulle bollette degli italiani, portando ad un rialzo delle quotazioni internazionali che è stato scaricato in parte sulle tariffe del gas – spiega il presidente Gabriele Melluso – Fortunatamente le tensioni e i conseguenti rialzi si sono verificati in un periodo in cui i consumi delle famiglie sono al minimo: l’80% della spesa degli italiani per le forniture di gas si concentra infatti nei mesi invernali, quando vengono accesi i caloriferi”.
Per Assoutenti, questa situazione evidenzia con forza l’urgenza di realizzare il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica, soprattutto per sganciare l’energia prodotta da fonti rinnovabili dal peso delle dinamiche internazionali sul gas.
“Serve una riforma immediata del mercato energetico”, spiega Melluso, che garantisca trasparenza, giustizia e protezione per i consumatori, evitando che crisi esterne e conflitti ricadano sulle bollette delle famiglie italiane”.

