Supermercati, l’indagine Altroconsumo: fino a 3.700 euro di risparmio l’anno
La 36ª edizione della ricerca fotografa le differenze tra insegne e territori: discount in testa, ma le opportunità variano molto da città a città.
Fare la spesa in Italia non è mai stato così strategico. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo, scegliere i supermercati giusti e orientarsi sui prodotti più convenienti può tradursi in un risparmio fino a 3.700 euro per una famiglia di quattro persone. Un dato significativo, considerando che la spesa alimentare rappresenta fino al 19% del budget domestico e che i prezzi, nell’ultimo anno, sono aumentati in media del 2,2%.
La mappa del risparmio
L’indagine 2025 ha preso in esame 1.150 punti vendita in 67 città italiane, rilevando 1,6 milioni di prezzi relativi a 125 categorie di prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona. Ne emerge un quadro variegato: al Nord i margini di risparmio sono più ampi, mentre al Sud la concorrenza tra catene è meno marcata. Venezia guida la classifica delle città più convenienti, seguita da Como e Verona; Sassari, invece, risulta la meno economica.
Il primato della convenienza spetta ai discount, con Eurospin che si conferma la catena più competitiva: qui il taglio della spesa può arrivare a quasi il 40% rispetto alla media nazionale. Per chi predilige i prodotti a marchio del distributore, è Carrefour a garantire il maggior risparmio, fino a 3.308 euro l’anno.
Nella spesa mista – un carrello composto da articoli di marca, private label ed economici – i discount restano imbattibili, con In’s Mercato in testa, mentre tra i supermercati tradizionali la leadership va a Famila.
Prodotti di marca: differenze anche oltre il 100%
Se si guarda ai prodotti di marca, le opportunità di risparmio si riducono ma non spariscono. Famila conquista ancora la prima posizione, seguita a breve distanza da Esselunga, Ipercoop e Conad. Tuttavia, la ricerca mette in luce un aspetto critico: lo stesso prodotto di marca può costare il doppio a seconda del punto vendita. Un segnale che sottolinea l’importanza di confrontare i prezzi, anche quando si acquistano articoli dei marchi più noti.
Tra marzo 2024 e marzo 2025 i prezzi nei supermercati hanno registrato un lieve incremento medio del 2,2%. I supermercati sono la tipologia di punto vendita che ha segnato l’aumento maggiore (+2,4%), seguiti dai discount (+2,1%) e dagli ipermercati (+1,9%). Pur trattandosi di rialzi moderati, il dato evidenzia una dinamica inflattiva che continua a incidere sulle famiglie, specie quelle con redditi medio-bassi.
Nord più virtuoso, Sud in difficoltà
Le differenze territoriali restano marcate. In Puglia la spesa assorbe il 19,3% del bilancio familiare, in Calabria il 19,2% e in Campania il 18,5%. In Trentino-Alto Adige e Lombardia, invece, l’incidenza scende rispettivamente al 10,7% e all’11,1%, grazie a redditi più elevati. In altre parole, al Sud si spende di più in proporzione al reddito e con minori possibilità di risparmio.

