antibiotici

(Foto di MasterTux da Pixabay)

Ogni anno in Europa oltre 35mila persone muoiono a causa di infezioni provocate da microrganismi resistenti agli antibiotici, di cui 12mila in Italia. Nonostante una riduzione del 5,1% dell’uso di antibiotici nel nostro Paese nel 2024, il consumo rimane superiore del 10% rispetto alla media europea, soprattutto nelle regioni del Sud.

Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), queste infezioni hanno un impatto significativo: 2,7 milioni di posti letto ospedalieri occupati e un costo annuo stimato di 2,4 miliardi di euro per il sistema sanitario nazionale.

Un problema diffuso negli ospedali

I dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie evidenziano che ogni anno 4,3 milioni di persone nell’Ue contraggono almeno un’infezione correlata all’assistenza sanitaria, con un paziente ricoverato su 14 che ne viene colpito ogni giorno.

Il problema principale è la resistenza dei microrganismi: circa 1 batterio su 3 è ormai resistente agli antibiotici più efficaci, limitando le opzioni terapeutiche disponibili. Inoltre, circa il 3% dei residenti nelle strutture di assistenza a lungo termine sviluppa almeno un’infezione legata all’assistenza sanitaria.

Una luce in fondo al tunnel: i nuovi farmaci

L’Aifa segnala che una speranza arriva dai nuovi antibiotici: nel 2025, nove farmaci attivi contro le infezioni multiresistenti sono stati inseriti nel Fondo dei farmaci innovativi, offrendo nuove opzioni di trattamento per i pazienti colpiti da batteri difficili da curare.

L’importanza dell’uso consapevole

In occasione della Giornata europea per l’uso consapevole degli antibiotici, l’Aifa sottolinea l’urgenza di un impiego prudente e mirato di questi farmaci. La riduzione delle resistenze passa non solo dalla ricerca e dall’innovazione farmaceutica, ma anche da comportamenti responsabili da parte di medici e cittadini: evitare terapie inutili, completare i cicli prescritti e rispettare le indicazioni sanitarie sono gesti fondamentali per proteggere la salute collettiva.

 

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