lavoro di cura

https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-in-possesso-di-una-palla-antistress-339620/ (Foto Matthias Zomer per Pexels)

Prendersi cura di un familiare è un gesto di amore e responsabilità, ma comporta conseguenze pesanti per chi se ne fa carico. Secondo una survey dell’Istituto Superiore di Sanità, presentata a Roma nel convegno Promuovere la salute delle persone caregiver familiari in ottica di genere: prospettive future, il 41% dei caregiver ha sviluppato almeno una malattia cronica che prima non aveva, e due su tre riferiscono più di una patologia.

Donne le più esposte: tra rinunce e problemi psichici

L’indagine, che ha coinvolto 2.033 persone – l’83% delle quali donne – evidenzia come siano proprio le donne, soprattutto le più giovani, a pagare il prezzo più alto. Molte rinunciano a visite mediche, cure e ricoveri, aggravando il rischio di peggioramento della loro salute.

Le patologie più frequenti sono quelle psichiatriche, seguite da disturbi scheletro-muscolari, cardiovascolari e gastro-intestinali. “Questo impegno costante e spesso gravoso ha un impatto diretto e profondo sulla loro salute”, spiega Elena Ortona, direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’ISS, sottolineando la necessità di politiche socio-sanitarie mirate e sensibili alle differenze di genere.

Il quadro in Italia: oltre 7 milioni di caregiver

Secondo le stime più recenti, in Italia ci sono oltre 7,3 milioni di caregiver familiari, pari a circa il 14% della popolazione. Di questi, circa due terzi sono donne.

Il tempo medio dedicato all’assistenza è di oltre 20 ore a settimana, spesso senza supporto professionale né sostegni economici adeguati. Per molti si tratta di un’attività continuativa, che dura anni e incide sulla possibilità di mantenere un lavoro stabile o una vita sociale attiva, con ricadute anche sul reddito e sul benessere generale.

L’urgenza di nuove politiche di supporto

Al centro del dibattito promosso dall’ISS c’è la necessità di potenziare la rete dei servizi territoriali, garantire accesso facilitato alle cure e riconoscere il ruolo dei caregiver anche a livello normativo. Un punto cruciale è il coinvolgimento dei medici di medicina generale per l’individuazione precoce dei segnali di stress e la prevenzione delle malattie legate al carico assistenziale.

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