Al via il Mese dell'Educazione Finanziaria

Al via il Mese dell'Educazione Finanziaria

Arrivano da Banca Etica proposte concrete per rispondere all’emergenza economica innescata dall’epidemia, alcune delle quali relative a posizioni storiche del movimento della finanza etica, che la Banca auspica possano trovare applicazione nel periodo che stiamo attraversando.

“L’eccezionalità della situazione che stiamo vivendo ha già fatto crollare alcuni tabù (il Patto di Stabilità è sospeso; sono ammessi sia pure temporaneamente gli aiuti di Stato, vietate le vendite allo scoperto sui mercati finanziari). Possiamo osare di sperare che anche altre rivoluzioni saranno possibili” afferma la presidente di Banca Etica, Anna Fasano.

Le proposte della finanza etica per una ripresa economica sana (qui il documento completo)

Al fine di ottenere una “allocazione ottimale delle risorse” nell’economia che rilanci occupazione, inclusione, crescita sostenibile e di contrastare la finanza speculativa, il documento elaborato dal CdA di Banca Etica, propone di:

  • separare banche commerciali e di investimento, una proposta sul tavolo dell’Unione Europea dal 2012, che fino ad ora non è stata applicata – spiega la Banca – ma che permetterebbe di rendere il sistema finanziario europeo più stabile ed efficiente.
  • Varare una tassa sulle transazioni finanziarie. Si tratta di una tassa di importo estremamente limitato su ogni compravendita di strumenti finanziari, che risponde all’idea di costruire un meccanismo fiscale che renda più costose proprio quelle transazioni che fanno male allo sviluppo sociale e ambientale. Per chi compra con un’ottica di lungo periodo tale imposta minima è trascurabile. Chi invece opera con logiche di brevissimo periodo, acquistando e vendendo anche migliaia di volte in un’ora per guadagnare su minuscole oscillazioni dei prezzi, sarebbe ostacolato da una tassa di questo tipo.
  • Contrastare seriamente i paradisi fiscali e varare una web tax:

“si parla finalmente di interventi quali l’obbligo di rendicontazione Paese per Paese dei dati contabili delle multinazionali (l’attuale pubblicazione dei bilanci in forma aggregata non permette di capire quanto le imprese sfruttino giurisdizioni di comodo per ridurre il carico fiscale) – spiega la Banca – I tempi sono maturi anche per una web tax: al di là delle forme tecniche è necessario che le grandi compagnie tecnologiche, che in tempi di lockdown hanno registrato nuovi importanti balzi in avanti nei fatturati, paghino tasse eque nei Paesi in cui realizzano i profitti, per partecipare così al welfare del sistema in cui operano e in cui guadagnano”.

 

Finanza etica
Finanza etica

Promuovere la finanza etica e sostenibile

Banca Etica propone, inoltre, alcune misure volte a promuovere la finanza etica e sostenibile.

  • Rivedere i requisiti patrimoniali necessari per erogare un credito. In particolare la Banca spiega che il rischio assegnato a ogni richiedente credito oggi dipende esclusivamente da criteri economici e finanziari, ma non ambientali o sociali. Propone, quindi, di introdurre una pesatura secondo criteri ambientali (green supporting factor) o sociali (social supporting factor), per incentivare il credito bancario verso determinati settori e disincentivare altri.
  • Favorire una maggiore biodiversità bancaria e riconoscere, quindi, il ruolo di altri tipi di banche, territoriali e cooperative, che sanno rispondere a bisogni specifici di piccole e medie imprese e famiglie.
  • E poi, ancora, usare le risorse dei fondi pensione per finanziare imprese italiane con comportamenti virtuosi e sostenere microcredito e microfinanza.

Una sostenibilità a 360 gradi

Propone, inoltre, di migliorare l’Action plan sulla finanza sostenibile dell’UE. In merito a questo punto, il movimento della finanza etica rileva come nei testi allo studio la “sostenibilità” sia intesa quasi unicamente in chiave ambientale, mentre poco o nulla si dice riguardo gli aspetti sociali e di governance, le altre due gambe della tradizionale analisi sulla responsabilità di impresa. La proposta di normativa inoltre non fa alcun accenno al contrasto alla speculazione. Banca Etica chiede che il percorso e i criteri siano resi più stringenti, definendo una sostenibilità a 360 gradi per il sistema finanziario.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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