Fondo pensione

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Quando si parla di fondi pensione si fa riferimento a strumenti fondamentali nel mondo della finanza e della politica italiana. Soprattutto dinanzi a una situazione, come quella del nostro Paese, molto delicata per quel che riguarda i fondi pensione dal momento che la pensione resta un problema crescente, con margini di insicurezza in aumento anche a causa dell’età che si sta alzando.  Davanti ad una situazione quantomai instabile, cresce la necessità di una pensione privata, seppur resti uno strumento noto a pochi (solo il 35% della popolazione si sta muovendo in questo caso).

 

Fondi pensione
Fondi pensione, come funziona la previdenza in Italia

I tre pilastri

Ma che ruolo hanno, i fondi pensione nel mondo del sistema previdenziale italiano? Partiamo dai pilastri, che nel caso dei fondi pensione sono tre: esiste in Italia un sistema previdenziale pubblico, e questo è il primo pilastro. Il secondo è la previdenza complementare (i fondi pensione chiusi). Il terzo pilastro è la cosiddetta pensione integrativa, rappresentata dai Piani Individuali Pensionistici, i Fondi Pensione Aperti o altri strumenti finanziari.

Il primo pilastro è obbligatorio ed è in sostanza la pensione a cui tutti i lavoratori giungono dietro pagamento di contributi. Si tratta di un’operazione obbligatoria per tutti. Per quel che riguarda i fondi pensione chiusi si tratta di fondi dedicati ai lavoratori appartenenti ad una determinata azienda, non essendo aperta a tutti, ma condizionata a certe caratteristiche.

Il terzo pilastro è la previdenza individuale, ovvero quella a cui si ricorre quando un soggetto non può o non vuole optare per un fondo pensione chiuso. Tutte soluzioni in crescita, tanto che a fine 2017 i numeri indicavano che gli scritti a forme pensionistiche complementari avevano raggiunto 8.341 milioni di individui. Un patrimonio totale di 160,7 miliardi di euro.

A cosa serve un fondo pensione?

Chiarito il ruolo della pensione, a cui si giunge dietro pagamento di contributi, c’è da aggiungere che un fondo pensione non è altro che uno degli strumenti (come il PiP) utili alla costruzione di una pensione privata. Un fondo di investimento che, non come il PiP, ha due caratteristiche fondamentali e garantisce un beneficio fiscale su tre livelli: dal punto di vista dell’investimento, dal punto di vista delle plusvalenze, che sono soggette all’imposta del 20%, più favorevole rispetto al 26% che si applica alla maggior parte degli investimenti, e dal punto di vista dell’erogazione, dato che il pagamento non è soggetto alla normale tassa sui crediti ed ha una imposta del 15%.

Come vengono erogate le prestazioni?

Si parte dalla rendita al 100%, che si ottiene completamente una volta raggiunta l’età pensionabile. Ma il lavoratore può scegliere di ricevere fino al 50% di quanto accumulato in capitale al momento del raggiungimento dell’età pensionabile mentre la parte restante andrà a sostituire la rendita o ancora il lavoratore può convertire il 100% del fondo in capitale quando il 70% del montante garantirebbe una rendita inferiore alla metà dell’assegno sociale INPS.

La rendita viene calcolata secondo dei coefficienti di conversione che vengono aggiornati continuamente basandosi su parametri come l’andamento demografico della popolazione, l’aspettativa di vita, l’età e il sesso del lavoratore.

I fondi pensione possono essere riscattati con un anticipo in determinate situazioni, qualora sussistano malattie, difficoltà, invalidità. Ed è possibile anche ricorrere al riscatto, totale o parziale.  La tassazione prevede una ritenuta d’imposta del 15%.

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