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Natale, come si cambia

Natale, come si cambia. Meno consumista, più sostenibile, con più tecnologia e viaggi

In dieci anni il Natale è cambiato. Meno consumista per carenza di risorse, con più attenzione all’ambiente, e allo stesso tempo una passione crescente per la tecnologia. Si consolida il “viaggio di Natale” mentre lo shopping si fa più spesso sul web. Ma la lista dei regali rimane quasi la stessa

In dieci anni il Natale è cambiato. Influisce la crisi economica, che ha impoverito molti. Impatta la preoccupazione per l’ambiente, che accompagna quella per l’economia del paese. Ha conseguenze un certo cambiamento di abitudini e stili di vita, con una passione crescente per la tecnologia e per i viaggi. Si fa più attenzione ai prezzi mentre cambiano le abitudini di acquisto. Su tutto, irrompe lo shopping online.

L’unica nota costante è la lista dei regali che si trovano sotto l’albero. Sopra tutto, continuano a piazzarsi abbigliamento, libri ed enogastronomia. È un Natale meno consumista e più sostenibile, dunque, ma allo stesso tempo nel segno della tecnologia e dei viaggi, quello fotografato da dieci anni di indagini condotte da condotti da Confesercenti con SWG.

 

natale

 

Come cambia il Natale in dieci anni

«Meno consumista per ‘carenza di risorse’, ma anche per una maggiore attenzione alla sostenibilità e agli sprechi – dice Confesercenti – E con una passione crescente per hi-tech e viaggi. Tra crisi ed innovazione tecnologica, il decennio che si avvia a concludersi ha segnato un cambiamento anche nei consumi e nelle tradizioni degli italiani per il Natale».

Gli italiani fanno più attenzione alla spesa e ai prezzi, considerata la divisione a metà fra quanti vivono bene col proprio reddito e quanti stentano ad arrivare a fine mese.

Rispetto al 2010, dice Confesercenti, la percentuale di famiglie che sostiene di vivere agiatamente o senza problemi con il proprio reddito è scesa dal 52 al 41% mentre la percentuale di famiglie che ha difficoltà a vivere col proprio reddito è salita dal 31 al 43%. Nel 2019, per la prima volta, la percentuale di chi sente come insufficiente il proprio reddito supera la quota di chi lo ritiene adeguato. Tutto questo si traduce in una maggiore attenzione ai prezzi: nel 2010 era un atteggiamento che riguardava il 15% delle famiglie, oggi il 25%, quindi una su quattro, ritiene i prezzi un elemento di massima preoccupazione.

Famiglie preoccupate di economia e ambiente

Sono cambiate le principali preoccupazioni delle famiglie. L’attenzione verso i temi economici e sociali si è spostata dalla preoccupazione verso  criminalità e immigrazione, più sentite nel 2010, a quella verso la situazione economica – condivisa dal 42% delle famiglie – e a seguire dalla sensibilità verso l’ambiente. Tanto è vero che le famiglie, in difficoltà nel far quadrare i conti col proprio reddito, «vivono in una condizione di fragilità, ma anche di maggiore consapevolezza, che le porta a guardare con grande attenzione ai temi della conservazione dell’ambiente – evidenzia Confesercenti – Le famiglie che mettono l’ambiente e l’inquinamento tra le massime preoccupazioni sono, nel 2019, il 36%: erano il 17% nel 2010, meno della metà».

 

ragazza in viaggio con mappa e mappamondo

 

Si viaggia di più, con meno soldi

Natale cambia anche perché si viaggia di più. Negli anni sono cambiate le abitudini e si è consolidata la “tradizione” del viaggio di Natale.

«Rispetto al 2010, gli italiani che festeggeranno in viaggio sono quasi raddoppiati, passando da meno di 10milioni ad oltre 19 milioni. Il budget individuale, però, si è ristretto di circa il 15%, da 810 a 683 euro a persona. L’Italia rimane sempre la meta più gettonata, anche se cresce dal 6 al 19% la percentuale di chi farà una vacanza in Europa».

Si fa shopping online

E sono cambiati i consumi, che si sono spostati dal centro commerciale allo shopping online. Nel 2010 il 49% delle famiglie comprava i propri regali di Natale presso un centro commerciale mentre oggi sono il 25%. Il web, invece, è passato dal 10 al 32% delle preferenze. Rimane stabile, invece, la distribuzione tradizionale: negozi e mercatini passano dal 40 al 39% della quota di mercato. Nel dettaglio, aumenta quella dei negozi di vicinato (da 24 a 29%) e diminuisce quella dei mercati (dal 16 al 10%).

 

regali di Natale
Regali di Natale

 

I regali di Natale? Più o meno gli stessi, tecnologia a parte

Cosa rimane di certo? La lista dei regali di Natale, che a sorpresa non segna grandi cambiamenti. Dieci anni fa la top ten dei regali più ricercati erano abbigliamento e accessori moda (segnalati dal 37% degli italiani), poi libri (35%) e regali enogastronomici (32%). Nel 2019, evidenzia Confesercenti, la classifica è praticamente la stessa e sotto l’albero trionfano i soliti noti: capi d’abbigliamento (38%), libri (segnalati dal 37% degli intervistati), doni gastronomici (32%). Un cambiamento in effetti c’è, perché rispetto a dieci anni fa sale l’attenzione e aumenta l’acquisto di tecnologia e videogiochi, che coprono circa il 30% dei regali.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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