Green pass, via libera del Garante Privacy a nuove modalità per uso e revoca

Green pass, via libera del Garante Privacy a nuove modalità per uso e revoca

Green pass, i Nas riscontrano 778 violazioni. 497 le sanzioni presso bar e ristoranti

Proseguono i controlli dei Carabinieri NAS sul rispetto dell’obbligo del green pass per i lavoratori e per l’accesso a determinate categorie di attività, e presso le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta esecuzione dei test rapidi e dei tamponi

Sono 778 le violazioni dell’obbligo del Green pass, riscontrate dai Carabinieri NAS a seguito delle ispezioni svolte in oltre 12 mila attività ed esercizi. In particolare, 428 violazioni sono state contestate a datori di lavoro e titolari di attività commerciali ed erogazione di servizi come ristoranti e bar, sale scommesse, palestre e centri estetici e massaggio, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass.

Ulteriori 350 sanzioni sono state applicate nei confronti dei clienti e utenti, mentre 68 sono state contestate a dipendenti impegnati in attività lavorative sebbene privi di certificato verde.

Prosegue, dunque, la campagna di controllo da parte dei Carabinieri NAS sul rispetto dell’obbligo del green pass per i lavoratori e per l’accesso a determinate categorie di attività e servizi, rivolgendo le verifiche anche all’obbligo del possesso per i lavoratori.

Green pass, nei bar e ristoranti il maggior numero di violazioni

Gli esiti delle ispezioni dei NAS evidenziano che 497 sanzioni (pari al 64% complessivo) sono state rilevate presso strutture di somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie e bar, delle quali 93 hanno interessato il mancato controllo/possesso del green pass da parte degli operatori delle attività.

Ulteriori 108 (14%) sono state contestate presso sale scommesse, sale gioco e attività ricreative, 91 (12%) presso palestre e piscine, nonché 57 (7%) nell’ambito dei servizi di estetica e centri massaggio, per un valore complessivo di oltre 312 mila euro di sanzioni amministrative.

Gli interventi dei NAS hanno riguardato anche la corretta applicazione delle altre misure anti Covid, contestando ulteriori 430 violazioni dovute all’inosservanza circa le operazioni di sanificazione, l’uso delle mascherine, le informazioni agli utenti e agli stessi dipendenti sulle norme di comportamento e di distanziamento.

Sono stati emessi anche provvedimenti di chiusura temporanea da uno a cinque giorni nei confronti di 25 attività.

 

green pass bar e rtistoranti

 

Farmacie e ambulatori di analisi

Le attività di controllo hanno interessato anche le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei test rapidi e dei tamponi.

I NAS hanno ispezionato 1.200 strutture e hanno sanzionato, anche penalmente, 42 gestori per aver condotto l’attività diagnostica in difformità alle norme ed ai protocolli d’intesa, con locali non idonei e/o non autorizzati, l’omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati, nonché l’omessa alimentazione della banca dati sanitaria usata per la tracciatura dei contagi.

Tra i casi quello dei Nas di Parma, che hanno segnalato il legale responsabile di un “poliambulatorio” di Parma poiché responsabile della mancata applicazione del prezzo calmierato per la somministrazione di test antigenici rapidi, fissato indistintamente in euro 25,00 anziché in euro 15,00 e in euro 8,00, se minori di anni 12. Al titolare è stata contestata una sanzione per un importo di euro 2.000,00.

I Nas di Parma hanno deferito, inoltre, il titolare di una farmacia comunale di San Felice sul Panaro (MO) e 3 dipendenti, anch’essi farmacisti, per aver certificato la negatività al coronavirus di alcune persone alle quali erano stati venduti kit di tamponi nasofaringei rapidi, ad uso professionale, attestando falsamente che l’attività diagnostica fosse stata effettuata in farmacia, quando in realtà il responso era stato solo comunicato ai sanitari.

I Nas di Livorno hanno sanzionato, invece, la titolare di una farmacia della provincia di Pisa, responsabile di aver omesso di applicare i prezzi calmierati dei test antigenici rapidi effettuati in favore di cittadini di età uguale o maggiore di anni 18, attuando tariffe pari a 22,00 euro in luogo dei 15,00 euro 8 euro se minori.

Sono stati accertati l’esecuzione di 22 test rapidi, di cui 19 a tariffa non calmierata, e sono state riscontrate anche inadeguatezze organizzative-strutturali nel locale utilizzato per l’esecuzione dei tamponi e test rapidi (mancata differenziazione dei percorsi di entrata ed uscita, presenza di cosmetici ed occhiali da vista accantonati nel locale).


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