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IA e copyright, l’UE accelera: più trasparenza e compensi equi per i creatori
La Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo approva una serie di proposte per regolamentare l’uso delle opere protette nell’addestramento dell’IA generativa.
Un passo avanti decisivo nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale generativa arriva dal Parlamento europeo. La Commissione Affari giuridici ha approvato, con 17 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astensioni, una serie di proposte volte a garantire piena trasparenza e una giusta remunerazione ai titolari dei diritti per l’uso di opere protette da copyright da parte dei sistemi di IA generativa.
L’obiettivo è assicurare che l’accesso a dati di alta qualità per l’addestramento dell’IA nell’Unione europea proceda di pari passo con la tutela del settore creativo.
Copyright valido per tutti i sistemi di IA sul mercato UE
Gli eurodeputati chiedono che la normativa europea sul diritto d’autore si applichi a tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa disponibili nel mercato dell’UE, indipendentemente dal luogo in cui avviene l’addestramento.
Poiché la genAI si basa su contenuti protetti e li riproduce, viene richiesta piena trasparenza sull’utilizzo delle opere, comprese liste dettagliate dei contenuti coperti da copyright impiegati e delle attività di web crawling effettuate dai fornitori e dagli utilizzatori dei sistemi di IA. Il mancato rispetto di tali obblighi potrebbe configurare una violazione del diritto d’autore, con conseguenze legali per i provider.
Remunerazione equa e stop alla licenza globale
Un punto centrale del rapporto riguarda la remunerazione dei titolari dei diritti. Secondo il Parlamento, l’uso di contenuti protetti da parte dell’IA deve prevedere un compenso equo, indispensabile per garantire la sostenibilità del settore creativo e culturale europeo nell’era digitale. Gli eurodeputati invitano la Commissione a valutare se tale remunerazione possa estendersi anche agli utilizzi passati e respingono l’ipotesi di una licenza globale che consenta l’addestramento dei sistemi di genAI in cambio di un pagamento forfettario.
Tutela dell’informazione e dei diritti individuali
Il testo richiama inoltre l’attenzione sui rischi per il pluralismo dell’informazione. I sistemi di IA che aggregano le notizie in modo selettivo possono sottrarre traffico e ricavi agli editori, mettendo in difficoltà il settore dei media.
Per questo, il Parlamento chiede che le imprese editoriali mantengano il pieno controllo sull’uso dei propri contenuti per l’addestramento dell’IA, inclusa la possibilità di vietarne l’utilizzo, e che sia garantita un’adeguata remunerazione. Gli eurodeputati ritengono inoltre che i contenuti interamente generati dall’IA non debbano essere protetti dal diritto d’autore e sollecitano misure contro la diffusione di contenuti manipolati o illegali.
Licenze collettive e controllo per i titolari dei diritti
Per affrontare in modo strutturale il tema, il Parlamento invita la Commissione a promuovere nuovi modelli di licenza per l’uso di materiale protetto da copyright da parte dell’IA generativa. In particolare, viene proposta la creazione di accordi di licenza collettiva volontari, su base settoriale, accessibili anche a singoli creatori e piccole e medie imprese. Gli eurodeputati chiedono inoltre di esplorare strumenti tecnici che consentano ai titolari dei diritti di impedire l’uso delle proprie opere da parte dei sistemi di IA di uso generale.
Dopo il via libera in Commissione, il rapporto di iniziativa sarà sottoposto al voto della plenaria del Parlamento europeo nel mese di marzo. Un passaggio chiave per definire il quadro giuridico che dovrà regolare il rapporto tra intelligenza artificiale generativa e diritto d’autore, bilanciando innovazione tecnologica, sovranità europea e tutela della proprietà intellettuale.

