IDOS

E’ stato presentato ieri il  20° Rapporto dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” .

Roma e il Lazio si confermano come un punto nevralgico per i flussi migratori in Italia. Da una parte, la Capitale rimane una delle principali porte d’accesso per giovani, richiedenti asilo e famiglie in transito verso altre mete italiane o europee. Dall’altra, si assiste a una crescita costante di una popolazione straniera sempre più stabile e “normalizzata”, con un’età media in aumento e caratteristiche di insediamento consolidato.

Un quadro demografico in evoluzione

Nella regione vivono oltre 643mila cittadini stranieri, l’80% dei quali nella Città metropolitana di Roma, con una forte concentrazione nella Capitale (350mila).

La popolazione straniera è mediamente più giovane rispetto a quella italiana, ma si registra un graduale invecchiamento: nella Capitale, dal 2001 al 2021, la quota di under 40 è scesa dal 64,7% al 49,3%, mentre quella degli over 60 è triplicata. Anche la composizione di genere cambia: se nel 2001 c’erano 74 uomini ogni 100 donne, oggi il rapporto è salito a 92.

Famiglie unipersonali e bassa natalità

Particolare è il fenomeno delle famiglie unipersonali, che nel 2023 hanno superato il 53% tra i nuclei stranieri residenti a Roma, un dato doppio rispetto al 2001. Una tendenza legata alla mobilità ancora elevata e alla forte polarizzazione di genere di alcune comunità, come quella ucraina e bangladese. Questo scenario contribuisce a una natalità tra gli stranieri della Capitale più bassa rispetto alla media nazionale degli immigrati: 7,7 nati per mille contro gli 11,2 italiani.

Presenze storiche e nuove cittadinanze

La comunità romena resta la più numerosa, seguita da quella bangladese, filippina, polacca, peruviana e indiana, con una presenza molto concentrata nell’area romana. Tuttavia, il tasso di acquisizione della cittadinanza resta basso: nel 2021, solo 18 stranieri ogni 100 hanno ottenuto la cittadinanza a Roma, contro una media nazionale di 31.

Una sfida culturale e sociale

Nel contesto del Giubileo e di una realtà mondiale segnata da guerre e migrazioni forzate, il presidente di IDOS, Luca Di Sciullo, richiama l’urgenza di una “civiltà della pace” fondata sul rispetto e sul dialogo. Per Paolo De Nardis, dell’Istituto “S. Pio V”, Roma e il Lazio rappresentano uno specchio privilegiato delle trasformazioni sociali in atto, richiedendo nuove categorie per interpretare una realtà sempre più complessa.

 

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