Il rumore fa male alla salute. Il 20% degli europei esposto a livelli nocivi di inquinamento acustico (Foto Pixabay)
Il rumore fa male alla salute. Oltre il 20% degli europei esposto a livelli nocivi di inquinamento acustico
L’inquinamento acustico è una minaccia ambientale per la salute. Il 20% degli europei è esposto a livelli nocivi di rumore causati dai trasporti. Il nuovo report dell’Agenzia europea per l’ambiente
Il rumore danneggia la salute. L’inquinamento acustico non è solo un fastidio che disturba la vita quotidiana ma è causa di problemi di salute che possono essere molto gravi. L’esposizione prolungata al rumore cronico causato dai trasporti è collegata infatti a malattie cardiovascolari, disturbi mentali, diabete e persino morte prematura, a stress e disturbi del sonno. In Europa l’esposizione prolungata al rumore dei trasporti è stata collegata a circa 66 mila decessi prematuri, a 50 mila nuovi casi di malattie cardiovascolari e 22 mila nuovi casi di diabete di tipo 2. Il rumore potrebbe contribuire potenzialmente a migliaia di casi di depressione e demenza.
È quanto afferma l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) che ha pubblicato il rapporto “Environmental noise in Europe 2025”.
In Europa oltre il 20% degli europei è esposto a livelli nocivi di inquinamento acustico, oltre 110 milioni di persone colpite dagli alti livelli di rumore causati dai trasporti, livelli che superano le soglie stabilite dalle norme Ue e danneggiano salute, ambiente ed economia. L’obiettivo “inquinamento zero” di ridurre del 30% entro il 2030 il numero delle persone disturbate in modo cronico dal rumore dei trasporti difficilmente potrà essere raggiunto senza misure aggiuntive, spiega l’Agenzia.
«L’inquinamento acustico viene spesso trascurato, considerato solo un fastidio della vita quotidiana – commenta Leena Ylä-Mononen, Direttrice esecutiva dell’Agenzia – Gli impatti a lungo termine del rumore sulla nostra salute e sull’ambiente sono diffusi e contribuiscono in modo significativo a morti premature, malattie cardiovascolari, diabete e problemi di salute mentale. Anche i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti del rumore ed è un problema che tutti gli Stati membri dell’UE devono affrontare con urgenza se vogliamo progredire verso il nostro obiettivo di inquinamento zero entro il 2030, che prevede la riduzione dell’inquinamento acustico».
I progressi nella riduzione dell’inquinamento acustico sono stati lenti, evidenzia il rapporto dell’EEA, che rappresenta l’analisi più completa dell’inquinamento acustico ambientale in Europa, basata sulle segnalazioni degli Stati membri dell’AEA ai sensi della Direttiva UE sul rumore ambientale Esamina sia l’impatto sulla salute umana, sia l’impatto del rumore sulla biodiversità e sulle aree naturali protette.
Ma come si fa ad avere città con meno rumore? Fra la soluzioni già disponibili, ci sono il miglioramento dell’accesso a spazi silenziosi e verdi nelle città, azioni come la riduzione dei limiti di velocità per i veicoli nelle aree urbane, una migliore manutenzione delle infrastrutture ferroviarie, l’aumento dell’uso di pneumatici a bassa rumorosità, l’ottimizzazione dei percorsi di atterraggio/decollo degli aerei negli aeroporti e la promozione dell’uso di velivoli più silenziosi. Altre strategie a lungo termine nelle città comprendono poi misure preventive, come quella di creare zone cuscinetto tra i corridoi di trasporto e le aree residenziali e promuovere una una mobilità sostenibile, come i trasporti pubblici, gli spostamenti a piedi e in bicicletta.
Il rumore fa male alla salute. Bambini e adolescenti vulnerabili
L’esposizione prolungata all’inquinamento acustico è dunque collegata a tanti danni alla salute, a stress e disturbi del sonno.
Bambini e adolescenti sono particolarmente vulnerabili agli effetti del rumore. L’esposizione al rumore nei bambini contribuisce a difficoltà di lettura, problemi di comportamento e obesità. Secondo l’Agenzia per l’ambiente, nei bambini e negli adolescenti l’esposizione al rumore ha contribuito a oltre 560 mila casi di difficoltà di comprensione della lettura, a 63 mila problemi comportamentali e a 272 mila casi di sovrappeso nei bambini, secondo gli ultimi dati del 2021.
Il rumore è fra le prime tre minacce ambientali per la salute in Europa, subito dopo l’inquinamento atmosferico e i fattori climatici legati alla temperatura. Quasi 16,9 milioni di europei soffrono di disturbi a lungo termine a causa del rumore dei trasporti e circa 4,6 milioni soffrono di gravi disturbi del sonno.
Sono alti anche i costi economici, stimati in almeno 95,6 miliardi di euro l’anno in Europa, pari allo 0,6% del prodotto interno lordo (PIL) totale.
Le fonti del rumore
La principale fonte di inquinamento acustico è il traffico stradale, che colpisce soprattutto nelle città densamente popolate. In base alle soglie stabilite dalla Direttiva UE sul rumore ambientale, il trasporto su strada rappresenta circa 92 milioni di persone esposte a livelli di rumore nocivi durante il periodo giorno-sera-notte. Le soglie di rumore UE previste dalla Direttiva sono fissate a 55 decibel (dB) per il periodo giorno-sera-notte e a 50 dB per il periodo notturno. Il rumore ferroviario colpisce 18 milioni di persone durante il periodo giorno-sera-notte, mentre il rumore degli aerei ne colpisce circa 2,6 milioni (giorno-sera-notte).
“Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul rumore ambientale raccomandano livelli di rumore sostanzialmente più rigidi, il che significa che molte più persone sono esposte al rumore causato dai trasporti – spiega l’EEA – Considerando questi livelli raccomandati più bassi, si stima che circa 150 milioni di persone – oltre il 30% della popolazione – siano esposte a livelli di rumore nocivi a lungo termine derivanti da fonti di trasporto”.

