Liste di attesa, Codici: carenze informative sui siti web delle Regioni (Foto di Free-Photos da Pixabay)
Liste di attesa, Codici: carenze informative sui siti web delle Regioni
Secondo il monitoraggio annuale condotto dal Ministero della Salute sui siti web delle Regioni, quattro non hanno ancora una sezione dedicata alle liste di attesa sul proprio sito
Per l’associazione Codici “è un quadro desolante quello che emerge dal monitoraggio annuale condotto dal Ministero della Salute sui siti web delle Regioni per quanto riguarda l’attività dedicata alle liste di attesa. Un Ente su 5 non ha ancora una sezione ad hoc, mentre il 70% non fornisce informazioni sui percorsi di tutela per il cittadino”.
Liste di attesa, Codici: grave ritardo delle Regioni
“Sono dati sconfortanti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e che confermano la gravità della situazione. Si parla tanto di liste di attesa, si fanno annunci roboanti, ma poi la realtà è questa. E non parliamo dei tempi lunghissimi con cui si scontrano i pazienti, ma di un semplice servizio informativo“.
“Dai controlli effettuati nel 2024 dal Ministero della Salute, per verificare quanto previsto dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa, è emerso che quattro Regioni non hanno ancora una sezione dedicata alle liste di attesa sul proprio sito – spiega Giacomelli – e le informazioni sul tema sono frammentate e difficili da individuare, con la necessità di doverle andare a cercare sui siti delle aziende sanitarie. Solo sei Enti, inoltre, forniscono informazioni chiare e complete per i cittadini per quanto riguarda i percorsi di tutela che scattano nel caso in cui la prestazione non possa essere garantita entro i limiti previsti. Soltanto otto Regioni, infine, pubblicano gli esiti del monitoraggio ex ante delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, disponibile per classe di priorità e per ambito territoriale”.
“Riassumendo tutti questi dati, quello che emerge è il grave ritardo sulle liste di attesa anche per quanto riguarda l’aspetto informativo. Tutto questo è inaccettabile – conclude Giacomelli. – Ci auguriamo che tutte le parti coinvolte lavorino celermente per colmare queste lacune che danneggiano gravemente i cittadini”.

