Rc auto

(foto Pixabay)

Secondo i dati diffusi dall’Ivass, nel secondo trimestre 2025 il prezzo medio della polizza RC auto è salito a 415 euro, con un aumento del 3,7% su base annua. Una crescita che, seppure in lieve rallentamento rispetto al +4,1% del primo trimestre, si aggiunge ai rincari degli ultimi due anni, rendendo sempre più oneroso assicurarsi.

“Una pessima notizia per le famiglie – denuncia Massimiliano Dona, presidente UNC – i prezzi passano da 410 euro a 414,8 in appena tre mesi, e quasi 15 euro in più rispetto al 2024”.

Il divario territoriale: quasi 300 euro tra province

La questione più critica resta quella delle disuguaglianze territoriali: a Napoli il premio medio tocca i 597,6 euro, quasi il doppio rispetto ad Enna, la provincia più economica con 298,9 euro. Seguono Prato (586,7 euro) e Caserta (532,4 euro).

La forbice tra la provincia più cara e quella più economica raggiunge quindi i 299 euro. Gli aumenti più marcati sono stati registrati a Roma e Aosta (+5,6%), mentre i rincari più contenuti si sono visti a Vibo Valentia (+1,4%) e Crotone (+1,5%).

“È inaccettabile che un automobilista paghi centinaia di euro in più solo per la sua provincia di residenza”, denuncia Anna Rea, presidente nazionale di Adoc.

Le richieste di Adoc: equità e trasparenza

Adoc chiede un intervento strutturale del Governo per correggere le distorsioni del mercato delle RC Auto: “Serve una revisione del sistema bonus-malus per premiare davvero la guida virtuosa, una redistribuzione del rischio territoriale per calmierare i prezzi nelle aree più penalizzate e controlli più efficaci contro le frodi, che gravano su tutti i consumatori” spiega Rea.

Tra le proposte, anche l’introduzione di una tariffa flat per neopatentati e under 26 per facilitare l’accesso alla copertura assicurativa.

Critiche al sistema di risarcimento e al “Preventivass”

Tra le richieste delle associazioni anche una revisione del risarcimento diretto (CID), giudicato inefficiente, e del sistema di comparazione Preventivass, che oggi non consente di aggiungere coperture accessorie come furto, incendio o eventi atmosferici.

“Così il confronto è monco e inutile per chi vuole proteggersi davvero”, osserva Dona, che invita il Senato a modificare la Legge annuale sulla concorrenza, attualmente in discussione.

Pressione sulle compagnie assicurative

Oltre alle istituzioni, i consumatori chiamano in causa anche le compagnie assicurative, invitate a fermare i rincari e a destinare parte dei profitti al contenimento delle tariffe.

“Non è accettabile che i prezzi continuino a salire nonostante il calo dell’incidentalità e un’inflazione ormai sotto controllo” commenta Gabriele Melluso di Assoutenti. “Serve una riforma della governance dell’Ivass, con una vigilanza davvero indipendente dal mondo assicurativo”.

Parliamone ;-)