Intelligenza artificiale

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L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento clinico, ma diventa oggetto di sperimentazione anche nella formazione universitaria. A Roma, l’Università La Sapienza avvia un progetto pionieristico per verificare, con metodo scientifico, se l’IA possa migliorare l’apprendimento degli studenti di medicina e trasformare la didattica del futuro.

AI-LEARN@Sapienza è il nuovo studio promosso dall’Università di Roma La Sapienza per valutare l’impatto dell’IA sull’apprendimento degli studenti di medicina.

Strutturato come un vero trial clinico randomizzato, lo studio coinvolgerà 50 studenti divisi in due gruppi: uno seguito da un professore-avatar con intelligenza artificiale, l’altro con didattica tradizionale. Entrambi affronteranno lo stesso caso clinico complesso, simulato da un paziente-avatar, e i risultati saranno valutati su competenze cliniche, rapidità decisionale, errori diagnostici e grado di soddisfazione degli studenti.

Ricerca scientifica applicata alla didattica

Secondo il Prof. Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, l’iniziativa rappresenta un passo avanti perché porta il rigore della sperimentazione scientifica dentro l’aula universitaria. Non un semplice esperimento didattico, ma un’indagine sistematica per capire se l’IA possa migliorare la qualità della formazione e diventare un alleato dei docenti, senza sostituirne il ruolo.

Il Prof. Andrea Botticelli, responsabile scientifico del progetto, sottolinea che l’obiettivo non è rimpiazzare i professori, ma arricchire l’esperienza formativa con strumenti interattivi e personalizzati. Se i risultati confermeranno i benefici attesi, il modello potrà essere replicato in altre discipline e adattato a contesti con risorse limitate, rendendo l’innovazione accessibile e scalabile.

Una sperimentazione in tre fasi

Il progetto, sostenuto dalla Rettrice Antonella Polimeni e dalla Prorettrice alla Didattica Ersilia Barbato, si articolerà in tre fasi – progettazione, sperimentazione e valutazione – e si concluderà nella primavera del 2026. Coordinato dalla Facoltà di Medicina e Odontoiatria, con la collaborazione di ctcHealth e altri partner internazionali, lo studio mira a diventare un modello replicabile a livello europeo e un punto di riferimento per future ricerche sulla didattica innovativa.

Per la Rettrice Polimeni, AI-LEARN rappresenta “una sfida che unisce innovazione tecnologica, rigore metodologico e apertura internazionale”. L’esperimento non è solo un banco di prova per l’uso dell’IA nell’insegnamento, ma un passo concreto verso una formazione medica più personalizzata, coinvolgente e fondata sull’evidenza scientifica.

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