Virus respiratorio sinciziale

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è una delle principali cause di ospedalizzazione nei neonati e una minaccia crescente per anziani e soggetti fragili. L’Italia ha introdotto negli ultimi due anni nuovi strumenti di prevenzione – dall’anticorpo monoclonale per i neonati al vaccino per le donne in gravidanza – ma il quadro delineato dal nuovo rapporto dell’Osservatorio VRS mostra un percorso a due velocità: eccellente per i più piccoli, carente per gli altri target.

Successi nella prevenzione dei neonati

Il dato più incoraggiante riguarda le coperture dell’anticorpo monoclonale nella prima infanzia, che superano l’80%. Il modello organizzativo, basato sulla somministrazione nei punti nascita per i nati in stagione e sui centri vaccinali e pediatri per la coorte di recupero, ha funzionato. Per la stagione 2025-2026 tutte le Regioni hanno avviato le attività in modo sincronizzato, segnando un raro esempio di uniformità nazionale.

Cinque criticità che minano equità e continuità

Accanto ai progressi, emergono criticità strutturali: governance nazionale insufficiente, forti disomogeneità regionali, comunicazione debole, finanziamenti inadeguati e difficoltà nell’introdurre rapidamente l’innovazione. L’assenza di una regia centrale continua a produrre disuguaglianze nel diritto alla prevenzione.

Vaccinazione materna e adulti fragili: i grandi assenti

La vaccinazione materna contro il virus respiratorio sinciaziale è ancora un’opportunità mancata: solo Sicilia, Marche e Basilicata l’hanno inclusa nell’offerta 2025-2026. Ancora più grave la situazione degli adulti fragili e degli over 60, quasi del tutto scoperti nonostante l’impatto documentato del VRS. Solo la Sicilia ha una programmazione strutturata, mentre altri Paesi europei hanno già esteso la protezione agli adulti vulnerabili.

Fondi insufficienti e decisioni lente

Il finanziamento nazionale di 50 milioni è ritenuto insufficiente, e la ripartizione delle risorse arriva spesso in ritardo, generando incertezza organizzativa. Anche la bozza di Intesa che propone un semplice studio pilota rischia di rallentare ulteriormente l’adozione di strategie più strutturate.

Le proposte dell’Osservatorio

Il documento presenta raccomandazioni in cinque aree chiave: ricostruire una governance nazionale stabile (inclusa la re-istituzione del NITAG), integrare gli strumenti di immunizzazione nei LEA, rafforzare comunicazione e fiducia pubblica, garantire finanziamenti adeguati e tempestivi, adottare un modello di innovazione capace di programmare il lungo periodo.

L’Osservatorio conclude che l’Italia possiede già strumenti efficaci, ma deve rafforzare coordinamento, equità e investimenti per costruire una strategia di prevenzione VRS moderna e realmente inclusiva.

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