Carne di cavallo? Animal Equality: la consuma solo il 17% di chi mangia carne (Foto Pixabay)
Carne di cavallo? Animal Equality: la consuma solo il 17% di chi mangia carne
Solo il 17% di chi include la carne nella propria dieta dichiara di mangiare carne di cavallo. Fra chi non la consuma, il 31% fa riferimento a motivazioni etiche e considera i cavalli come animali “da compagnia”. Animal Equality: “È ora di riconoscere i cavalli come animali di affezione”
Carne di cavallo? No, grazie. Il consumo di carne di cavallo riguarda solo una minoranza di italiani, l’83% non la mangia, e fra chi non la consuma sono diffuse empatia verso i cavalli e motivazioni etiche. I cavalli sono considerati animali da compagnia, non da macello. È quanto pensano molti consumatori e quanto rivendica Animal Equality che chiede di riconoscere i cavalli come animali di affezione.
Il consumo di carne di cavallo in Italia
L’associazione animalista ha diffuso oggi un report, realizzato in collaborazione con Ipsos, con un’analisi del consumo di carne di cavallo in Italia sulla base di interviste a un campione rappresentativo degli italiani.
Il report evidenzia che la grande maggioranza della popolazione non consuma carne di cavallo e che la macellazione clandestina di questi animali è una realtà poco conosciuta, pur rappresentando una delle criticità più gravi della filiera equina.
L’Italia, si legge nel dossier, è ai primi posti in Europa per consumo di carne di cavallo, con circa 17.000 equidi macellati nel 2024, e detiene il primato a livello mondiale per numero di importazioni.
Nonostante questi numeri, il sondaggio condotto da Animal Equality in collaborazione con Ipsos evidenzia che “il consumo di carne equina riguarda oggi una minoranza: solo il 17% di chi consuma carne include anche quella di cavallo nella propria dieta”.
La carne di cavallo insomma non è centrale nella dieta degli italiani e la tendenza al consumo risulta in leggero calo.
Le ragioni di chi non consuma carne di cavallo
Secondo l’indagine, l’83% della popolazione che dichiara di non consumare carne di cavallo è guidata da questi principali motivi: il 44% non è abituato a consumarla e non ne è incuriosito (risponde che non è abitudine e non fa parte delle tradizioni culinarie); il 42% adduce motivazioni emozionali, provando per esempio empatia per i cavalli (l’idea di mangiare carne di cavallo non piace, prova empatia, il cavallo viene considerato un animale nobile che non dovrebbe essere consumato); il 33% indica motivazioni legati al gusto (non piace); il 31% segue motivazioni etiche, considerando i cavalli soprattutto come animali “da compagnia” e non da macello.
Secondo i dati raccolti da Ipsos, dunque, del 92% degli italiani che consumano carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell’ultimo anno. I consumatori sono concentrati in Lombardia e Puglia e la maggior parte dichiara di acquistarla da negozi specializzati, in particolare da macellerie equine.
Il 67% di chi invece dichiara di mangiare carne di cavallo in Italia lo fa perché la ritiene salutare. Tra i consumatori di carne equina, la percentuale di coloro che dicono di essere a conoscenza della differenza che esiste tra cavalli riconosciuti come DPA (destinati alla produzione alimentare) e non-DPA (non destinati alla produzione alimentare poiché trattati con farmaci non compatibili con il consumo umano) è pari al 56%. Il 48% ritiene che l’attuale sistema dei controlli sia in grado di assicurare il consumo di carni di cavallo sicure. In realtà, spiega Animal Equality, i farmaci non-DPA utilizzati sui cavalli durante la carriera sportiva possono rappresentare un grave rischio per la salute pubblica lasciando residui tossici nella carne di questo animale.
«Finora come Animal Equality abbiamo raccolto circa 195 mila firme di persone che vogliono vietare per sempre la macellazione dei cavalli – ha detto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia – Per fermare la macellazione clandestina e la sofferenza di migliaia di animali, il nostro paese può allinearsi alla Grecia, che nel 2020 ha vietato la macellazione dei cavalli includendoli nelle norme riservate a cani e gatti. Alla luce dei risultati analizzati da Ipsos, esortiamo ancora una volta le istituzioni a riconoscere ai cavalli la protezione giuridica riservata agli animali considerati d’affezione».


quanti hanno un cavallo come animale “da affezione/compagnia”?