Safe2Eat, la campagna dell’Efsa si concentra sugli additivi alimentari

Autorità europea per la sicurezza alimentare e Ministero della Salute rilanciano la campagna di comunicazione Safe2Eat che sarà incentrata, in questo nuovo capitolo, sugli additivi alimentari.

Il ruolo della sicurezza alimentare

L’obiettivo della campagna è quello di promuovere il coinvolgimento e la consapevolezza degli europei in tema di sicurezza alimentare, guardando sia alle pratiche alimentari sicure (consigli per la preparazione, la conservazione, la lettura dell’etichetta e la cottura sicure, sostenuti dalle ultime scoperte scientifiche) sia agli ingredienti contenuti negli alimenti, come appunto gli additivi alimentari.

Safe2Eat vuole sensibilizzare i cittadini e promuovere decisioni informate sulle scelte alimentari. In Italia la campagna è partita concentrandosi sui focolai di malattie a trasmissione alimentare; da settembre prosegue puntando l’attenzione sugli additivi alimentari. I consumatori raggiunti dalle attività di comunicazione sembrano più attenti alla sicurezza alimentare anche nella fase degli acquisti.

In base a un’indagine Ipsos sull’impatto della campagna Safe2Eat 2024, per i consumatori il sapore è al primo posto con il 56%, seguito dal costo con il 50% e dalla durata di conservazione con il 37 %. Il 40% delle persone coinvolte nella campagna dell’Efsa ora tiene attivamente conto della sicurezza alimentare quando fa acquisti (il dato si ferma al 35% fra il grande pubblico).

Tanti additivi per tante funzioni

Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte intenzionalmente agli alimenti con uno scopo tecnologico preciso, come migliorare la conservazione, il gusto, l’aspetto o la stabilità del prodotto. Prima di essere autorizzati all’uso, sono sottoposti a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’Efsa e successivamente approvati dalla Commissione Europea.

Il cibo industriale si offre al consumatore con le più svariate caratteristiche (è bello, morbido, croccante o perfettamente spalmabile) in grado di soddisfare sempre più numerosi gusti e desideri dei consumatori. Spesso il merito va appunto agli additivi alimentari. Secondo la normativa europea gli additivi alimentari sono sostanze abitualmente non consumate come alimento in sé e non utilizzate come ingredienti caratteristici di alimenti, con o senza valore nutritivo. L’aggiunta di additivi negli alimenti avviene per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell’imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi.

Conservanti, coloranti & Co

Gli additivi alimentari sono identificati da una sigla composta dalla lettera “E” seguita da un numero e devono essere sempre indicati in etichetta. Alcuni additivi sono sostanze naturali, come la vitamina C (E 300) e la pectina (E 440), presenti nella frutta, la lecitina contenuta nel tuorlo d’uovo (E 322) o il licopene nei pomodori (E 160d), mentre altri additivi possono derivare da fonti animali, come l’acido carminico (E 120), estratto dagli esemplari di sesso femminile della cocciniglia, o essere sintetizzati chimicamente (ad es. E 123/amaranto, E 160d(i)/licopene sintetico).

Gli additivi che appaiono comunemente sulle etichette degli alimenti sono: gli antiossidanti (che prevengono il deterioramento da ossidazione), i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, i gelificanti, gli addensanti, i conservanti e i dolcificanti.

Gli additivi si distinguono infatti per funzione.

I coloranti (E 100–E 199) conferiscono un colore a un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria. I conservanti (E 200–E 299) prolungano la durata degli alimenti, impedendo o rallentando il deterioramento. Gli antiossidanti inibiscono possibili variazioni da parte dei prodotti alimentari, come ad esempio come l’irrancidimento o le variazioni di colore, mentre i correttori di acidità agiscono stabilizzando il grado di acidità e basicità di un prodotto sia ai fini del gusto che della conservazione e aiutano a mantenere il corretto equilibrio acido-base (gruppo E 300–E 399).

L’uso degli additivi è regolamentato a livello europeo: le norme stabiliscono esattamente quali additivi possono essere utilizzati, in quali alimenti e in quali quantità.

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