Spreco alimentare, Federconsumatori: serve un cambio di passo culturale e strutturale (foto Pixabay)
Spreco alimentare, Federconsumatori: serve un cambio di passo culturale e strutturale
In occasione della Giornata di prevenzione dello spreco alimentare Federconsumatori ricorda alcuni consigli utili contro gli sprechi e Coop rilancia i suoi progetti
Ricorre oggi la 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare.
Con l’occasione Federconsumatori ricorda i dati diffusi dal Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, che – sottolinea l’associazione – “confermano una riduzione dei comportamenti improntati allo spreco nel nostro Paese, ma evidenziano ancora un volume di cibo sprecato molto, troppo elevato”.
Risulta, infatti, ancora lontano l’obiettivo di dimezzare lo spreco entro il 2030, così come auspicato dalle Nazioni Unite.
I dati sullo spreco alimentare
Secondo il rapporto – ricorda Federconsumatori – gli italiani gettano ogni settimana 554 grammi di cibo pro capite, con un calo del 10% rispetto allo scorso anno. Nonostante questo miglioramento, il valore economico degli sprechi domestici rimane altissimo: 7,3 miliardi di euro, che diventano oltre 13 miliardi considerando l’intera filiera, dall’agricoltura alla distribuzione. I prodotti freschi – frutta, verdura e pane – restano i prodotti più spesso sprecati.
“Un dato allarmante emerso dal rapporto rileva la crescita dell’insicurezza alimentare, ovvero la difficoltà di accesso a cibo sufficiente, sicuro e nutriente”, ricorda ancora l’associazione.
Nel 2026 tale indice raggiunge quota 14,36, con un peggioramento particolarmente evidente nel Sud (+28%) e tra i giovani della generazione Z (+50%).
“Dato che – commenta Federconsumatori – si aggiunge alla lista degli indicatori negativi che segnano le rinunce e i tagli delle famiglie persino in un settore vitale come quello dei consumi alimentari”.
Per l’associazione, dunque, occorre “intervenire in maniera ancora più incisiva per contrastare lo spreco a ogni livello, rendendo più leggibili e chiare le indicazioni in etichetta (conservazione e scadenza), educando ad acquisti responsabili e sostenibili e contrastando e colmando le carenze organizzative, che ancora abbondano nella filiera commerciale e distributiva (e che contribuiscono a far lievitare i prezzi)”.
I consigli per ridurre gli sprechi
Federconsumatori rilancia, quindi, alcuni consigli pratici per aiutare le famiglie a contenere gli sprechi.
In primo luogo può essere utile pianificare un menù giornaliero o settimanale e fare una lista della spesa precisa, per acquistare solo quello di cui abbiamo bisogno.
Occorre, inoltre, verificare ciò che è già presente in frigo e in dispensa prima di fare la spesa e disporre opportunamente i prodotti, mettendo in prima fila quelli con la scadenza più vicina.
L’associazione consiglia di prediligere alimenti stagionali, sfusi e a km 0, osservandone freschezza e qualità e di controllare attentamente scadenze e modalità di conservazione.
Per evitare sprechi, inoltre, si possono recuperare gli avanzi per nuove ricette e valutare il congelamento.
Infine, sfruttare le offerte messe a disposizione da note app ideate per contrastare lo spreco e agevolare il portafogli.
I progetti Coop contro lo spreco alimentare
In occasione della Giornata di oggi Coop rilancia il progetto “Buon Fine” (attivo a livello nazionale dal 2003), che si impegna a recuperare prodotti alimentari altrimenti destinati a rifiuto e a donarli a persone in difficoltà. Nel 2025 il progetto ha permesso di donare oltre 4.900 tonnellate di derrate alimentari (in crescita rispetto alle 4.813 del 2024) –in grado di generare oltre 9 milioni 800 mila pasti – per un valore pari a oltre 32 milioni di euro (rispetto ai
31 milioni 661 mila euro dell’anno precedente). A beneficiarne 897 associazioni di volontariato in tutta Italia.
Da tempo Coop propone anche “Mangiami subito”, che consiste nella vendita di prodotti prossimi alla scadenza a prezzi scontati fino al 50% a fine giornata.
Ulteriori offerte vengono sempre più frequentemente proposte in prossimità dell’orario di chiusura (solitamente nell’ultima ora), sui prodotti di giornata lavorati nei reparti panetteria e gastronomia.

