Vacanza rovinata? Quasi una certezza se si ha la sventura di rimanere vittima di un’intossicazione alimentare. Forse non è la prima preoccupazione dei viaggiatori, alle prese con l’organizzazione del viaggio, fra entusiasmo e rischio di disservizi nei trasporti, ma l’eventualità non va trascurata perché un’intossicazione alimentare può davvero rappresentare una fonte immensa di problemi e guai, specialmente se ci si reca all’estero. Fonte primaria di intossicazioni sono spesso l’ingestione di acqua e di cibi contaminati e di certo il caldo estremo non aiuta nella conservazione degli alimenti. Basti pensare che in alcune località turistiche della Spagna sembra ci sia stata un’impennata di denunce di gastroenteriti del 700% da parte dei turisti inglesi.

A soffermarsi su tutto questo è il Movimento Difesa del Cittadino. L’associazione ricorda che i cibi cucinati e confezionati sono generalmente sicuri, quindi è bene evitare di consumare carne, pesce e uova poco cotti e verdure crude non sbucciate da voi stessi. Bere solo acqua e bevande in bottiglie sigillate. A rischio anche ghiaccio, tè e caffè. Questi i primi consigli per chi viaggia all’estero. Ma in Italia? Meglio aprire gli occhi in ogni caso. Controllare pulizia e condizioni igieniche di bar e ristoranti e lo stato di di conservazione del cibo a partire dai frigoriferi ai buffet.  I cibi freschi o ad alta deperibilità devono essere esposti in banchi frigo con temperature basse: molti batteri si sviluppano infatti a temperatura medio alte, come il temuto Stafilococco aureus che trova le sue condizioni favorevoli tra i 10 e i 40°C.  I cibi caldi devono essere esposti separatamente e a temperature adeguate. In generale i banchi espositori non devono essere troppo pieni di pietanze e cibo. 

Se poi si fosse costretti a invocare il danno da vacanza rovinata, l’associazione ricorda che è essenziale segnalare l’intossicazione e raccoglierne le prove, come ad esempio referti di visite mediche e foto. Rientrati in a casa, bisognerà inviare una raccomandata  di reclamo al tour operator e all’eventuale agenzia in cui si è prenotato chiedendo il risarcimento dei danni e, solo in caso di esito negativo alla richiesta, valutare un’azione legale.


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