Yuka, si chiude con accettazione di impegni l'istruttoria avviata dall'Antitrust

Yuka, si chiude con accettazione di impegni l'istruttoria avviata dall'Antitrust (Fonte immagine: sito app Yuka)

Yuka, si chiude con accettazione di impegni l’istruttoria avviata dall’Antitrust

L’Antitrust ha accettato gli impegni proposti dall’app Yuka. L’istruttoria avviata dall’Autorità riguardava la valutazione attribuita dall’app alle caratteristiche nutrizionali dei prodotti, le modalità di selezione delle alternative di consumo, i diritti dei consumatori in caso di controversie

L’Antitrust ha accettato e reso obbligatori gli impegni proposti dall’app Yuka a seguito dell’avvio di un’istruttoria per pratica commerciale scorretta. L’app, scaricabile dagli App Store di Google e Apple, si propone di dare una valutazione salutistica dei prodotti alimentari basata in larga misura sul sistema NutriScore, fornendo proposte alternative per i prodotti giudicati mediocri o scarsi.

Il procedimento avviato dall’Autorità concerne, in particolare, la valutazione attribuita dall’app Yuka alle caratteristiche nutrizionali e salutistiche dei prodotti presenti nel proprio database, la comunicazione dei fondamenti scientifici e dell’affidabilità di tale valutazione, le modalità di selezione e presentazione delle alternative di consumo proposte per i prodotti con giudizi negativi, i diritti garantiti da Yuka ai consumatori in caso di controversie.

Yuka, l’indagine dell’Antitrust

In sede di avvio dell’istruttoria – si legge nel bollettino Antitrust – l’Autorità “ha ritenuto che le informazioni e i chiarimenti forniti agli utilizzatori sulle modalità di interpretazione dei risultati e sulla attribuzione dei punteggi fossero insufficienti a circoscrivere il carattere assoluto dei giudizi della app, che appare produrre una dicotomia tra cibi/prodotti “buoni” (valutazioni “eccellente” e “buono”) e “cattivi” (valutazione “mediocre” e “scarso”)”.

Questo, secondo il parere dell’Antitrust, può indurre nel consumatore una “fuorviante percezione dell’“equilibrio nutrizionale” di un dato prodotto, in quanto prescinde dalle esigenze complessive di un individuo (dieta e stile di vita), nonché dalla quantità e dalla frequenza di assunzione all’interno di un regime alimentare variegato ed equilibrato”.

 

Etichetta-nutriscore
Etichetta NutriScore

 

In questo senso – prosegue l’Autorità – “l’app Yuka avrebbe potuto alterare la capacità di scelta dei consumatori, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, inducendoli a ritenere, contrariamente al vero, che prodotti ai quali sono attribuiti bassi punteggi e giudizi mediocre/scarso siano privi di un rilevante apporto nutritivo e quindi da evitare da un punto di vista salutistico, attribuendo invece proprietà salutistiche, a prescindere dal contributo ad una dieta sana ed equilibrata, ai prodotti con alti punteggi e giudizi positivi”.

Inoltre, secondo quanto rilevato dall’Autorità – “il professionista non chiariva adeguatamente la metodologia utilizzata per costruire i punteggi attribuiti dall’app Yuka e le eventuali differenze con quelli del Nutri-Score. I rimandi ai siti di istituzioni francesi e internazionali, con riguardo sia al Nutri-Score che agli additivi, lasciavano intendere che la metodologia di Yuka troverebbe riscontro nella documentazione e negli studi prodotti da tali istituzioni, in possibile violazione degli artt. 22 e 23, comma 1, lettera d), del Codice del Consumo”.

L’Antitrust accetta gli impegni

Come detto, dunque, l’istruttoria avviata dall’Antitrust si è chiusa con l’accettazione degli impegni proposti da Yuka.

Il procedimento – si legge nel bollettino – è stato avviato per valutare l’idoneità di Yuka a orientare in maniera corretta le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione.

L’Autorità ritiene, dunque, che “gli impegni assunti da Yuka siano idonei a rimuovere i possibili profili di scorrettezza della pratica commerciale e di violazione dei diritti dei consumatori contestati nella comunicazione di avvio del 5 novembre 2021. Appaiono, infatti, in grado di assicurare un uso corretto e non fuorviante dei giudizi della app; di chiarire il meccanismo in base al quale sono presentate e ordinate le alternative; di definire correttamente il Foro Competente”.

Il commento dello Studio Zoppini

“Nel corso del procedimento – sottolinea in una nota lo Studio Zoppini, che ha assistito la società francese Yuca – è stato chiarito che l’app è solo in parte basata sul Nutri-Score, perché utilizza una propria metodologia di attribuzione dei punteggi in grado di produrre risultati significativamente differenti, tenuto conto anche, tra gli altri criteri adoperati, di quello relativo agli additivi. […] Il procedimento che ha riguardato Yuka si inserisce nel dibattito europeo teso a valutare l’introduzione di strumenti che aiutino i consumatori a compiere scelte alimentari sane e corrette, al fine di prevenire l’insorgenza dell’obesità e di altre malattie legate alla dieta alimentare. Infatti, entro la fine del 2022, la Commissione Europea presenterà una proposta legislativa per armonizzare, a titolo obbligatorio, gli schemi di etichettatura fronte-pacco nell’Unione Europea e per una identificazione e profilazione dei nutrienti volte a limitare la promozione di cibi con un elevato contenuto di grasso, zuccheri e sale”.


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