Alimentazione e salute, a che punto siamo con l'etichetta nutrizionale?

Alimentazione e salute, a che punto siamo con l'etichetta nutrizionale?

Entro la fine del 2022 la Commissione Europea dovrà elaborare la futura etichetta nutrizionale obbligatoria, da apporre sulla parte anteriore delle confezioni alimentari.

Un tema caldo, che ha creato un dibattito tra i sostenitori del cosiddetto “Nutriscore“, che, su 100 grammi di prodotto, fornisce una valutazione “a semaforo” dal rosso al verde e dalla A alle E e i sostenitori del Nutrinform, tra cui anche l’Italia; un sistema che, tramite il simbolo della batteria, indica sia la quantità di calorie e di nutrienti che si assumono consumando un prodotto, sia l’incidenza di questi nutrienti sulla dieta quotidiana generale.

Recentemente la Commissione europea ha chiesto, quindi, all’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) di fornire una consulenza scientifica su cui basare sia l’elaborazione del sistema UE per l’etichettatura nutrizionale, sia le condizioni per limitare le indicazioni nutrizionali e sulla salute apposte sui prodotti alimentari.

Etichetta nutrizionale, il parere dell’EFSA

Secondo il parere dell’EFSA, pubblicato in data 19 aprile, in Europa l’assunzione di energia, grassi saturi, sodio e zuccheri aggiunti/liberi è troppo elevata, pertanto ridurla contribuirebbe a combattere le malattie croniche legate a una cattiva alimentazione. Allo stesso tempo, dato che nella maggior parte delle popolazioni adulte europee l’assunzione di potassio e di fibre alimentari è insufficiente, un aumento del consumo di tali sostanze contribuirebbe a migliorare la situazione sanitaria. Queste sono alcune tra le conclusioni principali della consulenza scientifica dell’EFSA in materia di profilazione nutrizionale.

La nota dell’Autorità sottolinea anche che “l’EFSA non ha valutato né proposto un modello specifico di profilazione dei nutrienti per una di queste finalità”. Individua, però, i nutrienti che si potrebbero prendere in considerazione nei modelli di profilazione nutrizionale. Afferma, ad esempio, che nella maggior parte delle popolazioni adulte europee l’assunzione di potassio e fibre alimentari è inadeguata. Inoltre l’assunzione di ferro, calcio, vitamina D, folato e iodio è insufficiente, ma nell’ambito di specifiche sotto-popolazioni.

 

zucchero etichetta nutrizionale

 

 

Per quanto riguarda la dieta e i contributi di diverse categorie di alimenti, l’Autorità spiega che questi variano da un Paese europeo all’altro. Tra di esse vi sono cibi amidacei (soprattutto cereali e patate), frutta e verdura, legumi e leguminose, latte e latticini, carne e prodotti a base di carne, pesce e crostacei, noci e semi nonché bevande analcoliche.

L’EFSA specifica, inoltre, che la Commissione UE non ha richiesto “di stabilire se occorra definire profili nutrizionali in generale e/o per talune categorie alimentari, di esprimersi su un metodo di calcolo dei profili (con valori limite e sistemi di punteggio), sulla scelta della base/quantità di riferimento per detti profili nutrizionali (ad esempio per valore energetico, per unità di peso o volume del prodotto oppure per porzione), né di esprimersi in merito alla fattibilità e alla sperimentazione di modelli di profilazione nutrizionale”.

Prosegue il dibattito “Nutriscore vs Nutrinform”

Secondo Federalimentare il parere dell’Efsa rappresenta un via libera al sistema Nutrinform.

“Il nuovo parere dell’EFSA sui profili nutrizionali conferma la bontà della posizione italiana sull’etichettatura fronte pacco e boccia l’algoritmo del Nutriscore” – è quanto aveva affermato Federalimentare in una nota del 27 aprile, “soddisfatta – si legge – che l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea abbia indicato il profilo nutrizionale dell’intera dieta, e non quello dei singoli alimenti, come il più importante fattore di una buona salute”.

“Infine – prosegue Federalimentare – va considerato che l’Agenzia non ha avallato l’utilizzo delle etichette semaforiche e anche sulle porzioni ha rinviato al Parere pubblicato nel 2008 in cui, valutando pro e contro dei due approcci, sottolineava come l’utilizzo di un parametro fisso come 100 grammi (quello adottato dal Nutriscore) fosse slegato dai consumi reali”.

Non è d’accordo il Fatto Alimentare, che afferma: “Abbiamo letto l’intero documento Efsa, senza però trovare un riscontro sulla bocciatura dell’algoritmo dell’etichetta a semaforo Nutri-Score” […] “È chiaro – prosegue – che la dieta complessiva è formata dai singoli alimenti e possiamo anche assumere prodotti con profilo nutrizionale sfavorevole (per esempio biscotti, merendine, creme spalmabili al cioccolato), basta non esagerare nelle quantità e bilanciare la dieta con altri alimenti dal profilo più salutare. Rimane il fatto che una dieta con una composizione corretta è il risultato della somma di tanti alimenti (lo scrive anche l’Efsa) con un profilo nutrizionale ottimale, quindi, meno snack al cioccolato o succhi di frutta diamo ai nostri bambini e più ci avviciniamo a una dieta ottimale”.

“L’Efsa – afferma – in questo parere tecnico del 2022, non aveva il compito di trattare e valutare le etichette a semaforo, ma solo di fornire una base teorica per la loro formulazione. Non ha quindi espresso alcun giudizio in proposito, né sul Nutri-Score, né su altri tipi di etichette”.


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