Al via gli Stati Generali della Green Economy, quali sfide per i prossimi anni?
Al via gli Stati Generali della Green Economy, quali sfide per i prossimi anni?
Decarbonizzazione, economia circolare, obiettivi precisi e la legge sul clima: questi i temi centrali degli Stati Generali della Green Economy, che hanno presentato oggi una roadmap per il 2030
Un percorso con obiettivi precisi al 2030 e, soprattutto, una legge sul clima. La green economy italiana può fare, nel prossimo decennio, un grande passo in avanti grazie alla decarbonizzazione e all’economia circolare. Questi alcuni dei temi al centro della decima edizione degli Stati Generali della green economy, che hanno preso il via a Rimini nella cornice di Ecomondo-Key Energy, con uno sguardo rivolto alle sfide dei prossimi 10 anni.
La due giorni green è organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 68 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e la Commissione europea e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
I numeri della Green economy in Italia
Come ogni anno la a Relazione sullo stato della Green Economy scatta una fotografia dell’Italia green.
Calano le emissioni di gas serra nel 2020, ma non basta, la crisi climatica continua a peggiorare. Le emissioni di gas serra sono diminuite di circa il 9,8% nel 2020, a causa della pandemia, ma nel 2021 hanno riprese a crescere, si stima del 6%. Nel 2020 gli eventi estremi connessi ai cambiamenti climatici in Italia sono stati quasi 1.300, mentre nel 2011 non raggiungevano i 400.
Se l’Italia recepisse il nuovo target europeo di riduzione del 55% al 2030, dovrebbe tagliare le proprie emissioni entro i prossimi 10 anni del 26,2, riducendole del 2,6% all’anno nei prossimi 10 anni.
Per quanto riguarda il settore “Energia e Rinnovabili”, nel 2020 le rinnovabili elettriche sono cresciute solo di 1 TWh (+1%) e sono stati installati solo 800 MW di nuovi impianti. In particolare, per raggiungere il target europeo, si dovrebbero installare almeno a 6.000 MW annui per i prossimi 10 anni.
Continuano, però, le buone performance dell’Italia nell’economia circolare. L’Italia nel 2020 si classifica al primo posto fra i cinque principali Paesi europei per produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), con 3,7 €/kg, davanti a Francia, Germania, Spagna e Polonia.
Nel 2019 l’Italia ha riciclato 14 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 51% dei rifiuti prodotti, seconda in Europa dopo la Germania. Per il tasso di utilizzo circolare dei materiali (CMU), che misura il grado di impiego dei materiali riciclati all’interno dell’economia in relazione all’uso complessivo di materie prime, l’Italia si colloca al 2° posto dopo la Francia.
“L’Italia – ha dichiarato Edo Ronchi che, per il Consiglio nazionale della green economy, svolge la relazione introduttiva agli Stati generali – non deve perdere questa occasione: deve puntare, con più decisione, a far parte delle locomotive europee della green economy. Vincendo la sfida della neutralità climatica con un’economia decarbonizzata e competitiva, capace di generare maggior occupazione e un miglior benessere, si costringerà così anche la Cina e gli altri paesi ritardatari, ad inseguire. […] Il successo della Cop 26 dipende dal consolidamento dell’alleanza dei Paesi che si tanno impegnando per la neutralità climatica”.

Cambia il mercato dell’auto più ibride ed elettriche
Nel 2020 in Italia la vendita di nuove auto è calata del 28%, rispetto al 2019, anche se la riduzione sembra rientrare nel 2021. Pare costante ormai la discesa delle vendite delle auto diesel – dal 53% del 2017, fino al 33% del 2020 e anche a benzina: dal 44% del totale immatricolato del 2019 al 38% dell’ultimo anno. Si avvantaggiano le alimentazioni alternative – Gpl/metano, ibrido, elettrico (full electric e plug-in) – che nel 2020 rappresentano quasi il 30% del nuovo immatricolato.
Le auto elettriche sono triplicate in un anno, dalle 17 mila unità del 2019 alle 60 mila circa del 2020, dallo 0,9% al 4,3% del mercato. L’Italia però è ancora molto lontana dal target di 6 milioni di auto elettriche al 2030.
Cresce il biologico, DOP e IGP
Buone notizie per l’agricoltura italiana, che nel 2020, nonostante una lieve contrazione, ha confermato il suo primato europeo. Continua a crescere il settore biologico, che – a inizio 2020 – interessava circa 2 milioni di ettari. L’Italia è leader in Europa per numero di prodotti DOP, IGP, STG.
Inoltre, nell’ultimo decennio, la distribuzione di fertilizzanti è diminuita leggermente (-1,3 %), quella di prodotti fitosanitari si è ridotta in modo più consistente (- 6,5 %), ma le emissioni di gas serra del settore agricolo nel decennio non sono diminuite.
Non cessano gli allarmi per il capitale naturale
L’Italia, secondo l’analisi presentata agli Stati Generali della Green Economy, è il Paese europeo che preleva la maggiore quantità di acqua dolce per uso potabile da corpi idrici superficiali o sotterranei e si colloca al secondo posto per valori di prelievo pro-capite.
Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate. Nel 2020, le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 km2, in media, oltre 15 ettari al giorno, due metri quadrati di suolo ogni secondo.
L’Italia, inoltre, non ha raggiunto l’obiettivo di un soddisfacente stato di conservazione di habitat e specie, stabilito dalle Direttive Habitat e Uccelli, ed è lontana dal target di qualità «buono» per i corpi idrici della Direttiva quadro sulle acque: siamo al 40%.
Green economy, ecco la roadmap
Gli Stati Generali hanno, dunque, previsto una roadmap per il 2030: approvare una legge per la protezione del clima per aumentare il passo nelle misure per la neutralità climatica, raddoppiare le rinnovabili dal 20 al 40% e tagliare il consumo di combustibili fossili del 40% al 2030, introdurre misure di adattamento, coinvolgere attivamente le città nel raggiungimento dei target climatici; valorizzare e sviluppare i potenziali dell’Italia per l’economia circolare e il riciclo.
E poi, ancora, accelerare la decarbonizzazione dei trasporti aumentando gli investimenti per il trasporto pubblico locale, disincentivando l’uso dell’auto privata in città e approvando una legge quadro per la mobilità condivisa; sostenere la transizione ecologica dell’agricoltura; approvare la legge per la tutela del suolo; migliorare la tutela e la valorizzazione del capitale naturale e recuperare i ritardi dell’Italia nella digitalizzazione, per sostenere la transizione ecologica.

