Bioeconomia delle foreste e lotta alla crisi climatica. Le proposte di Legambiente

Bioeconomia delle foreste e lotta alla crisi climatica, le proposte di Legambiente

Valorizzare il contributo della natura e delle foreste nelle politiche per il clima, tutelare la biodiversità, promuovere la gestione forestale sostenibile, creare più foreste urbane. Sono questi alcuni dei temi del Terzo Forum La Bieconomia delle Foreste

Bioeconomia circolare e tutela degli ecosistemi delle foreste sono queste le priorità su cui, secondo Legambiente, il Governo italiano dovrebbe lavorare.

L’associazione ambientalista lancia oggi un decalogo di dieci punti sul patrimonio forestale italiano: tra le azioni chiave quella di tutelare ecosistemi sani e foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change, creare nuove aree protette che devono crescere fino al 30% entro il 2030, realizzare una rete nazionale delle foreste vetuste e primarie e i Santuari della biodiversità, prevenire e ridurre i rischi naturali per le foreste.

III Forum La Bioeconomia delle foreste

Valorizzare il contributo della natura e delle foreste nelle politiche per il clima, puntare sulla tutela della biodiversità e promuovere la gestione forestale sostenibile, frenare l’abbandono della montagna, rendere le città più verdi, sono questi alcuni dei temi al centro del III Forum La Bieconomia delle Foreste. Conservare – Ricostruire- Rigenerare organizzato oggi da Legambiente, attraverso un talk on line in diretta streaming per tutta la giornata sulle pagine facebook di Legambiente, La Nuova Ecologia, Legambiente Natura.

Un’occasione di confronto, per fare il punto sulla Strategia forestale nazionale in fase di definizione e prevista dal Testo unico sulle filiere forestali.

Focus del Forum anche le migliori pratiche per la conservazione e la tutela degli ecosistemi forestali, con la premiazione nel pomeriggio dei vincitori del Premio Comunità Forestali Sostenibili 2020.

 

Foreste

 

Le proposte di Legambiente

L’associazione ambientalista ricorda che il 43% della superficie dell’UE (182 milioni di ettari) è costituito da foreste o altri terreni boschivi, di cui 134 milioni di ettari sono disponibili per l’approvvigionamento di legname. Inoltre dal 1990 al 2015, la copertura forestale è aumentata di un’area pari alla superficie della Grecia, grazie ai programmi di imboschimento e riforestazione e alla ricrescita naturale.

Legambiente chiede, in particolare, che si arrivi al più presto all’approvazione della Strategia forestale nazionale e che, a livello europeo, venga definita una politica comunitaria forestale analoga a quella che si è sviluppata in ambito agricolo.

“La crisi climatica, le esigenze di decarbonizzazione dell’economia, e la necessità di sostenere uno sviluppo più sostenibile, in cui assume un ruolo importante la tutela della natura, – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sono le sfide del prossimo decennio a cui anche il settore forestale è chiamato a dare un contributo. Sfide che richiamano gli impegni che il nostro Paese ha sottoscritto per frenare gli effetti negativi della crisi climatica sulla tutela degli ecosistemi naturali e per garantire il benessere dei cittadini”.

Più foreste urbane

Infine l’associazione chiede di creare più foreste urbane per rigenerare le città, combattere la crisi climatica e raggiungere gli obiettivi sul clima fissati con l’Accordo di Parigi.

Infatti, secondo i dati di Legambiente, le politiche del verde messe in atto dai comuni italiani sono ancora altalenanti. Le città italiane con il maggior numero di piante in rapporto agli abitanti sono Cuneo (203 piante/abitante) e Modena (114 piante/abitante).

Ma poco più del 53% dei comuni capoluogo ha un catasto degli alberi, solo il 44,8% ha adottato il regolamento del verde urbano e ancora pochi utilizzano i criteri minimi ambientali per gli appalti nella manutenzione delle alberature.

Inoltre, “in molti comuni – spiega l’associazione – per mancanza di personale specializzato o per prassi consolidate, anziché seguire criteri selvicolturali e tecniche di arboricoltura urbana si ricorre alle cosiddette capitozzature degli alberi”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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