“Il nostro non è un Paese ‘a misura di bambino’, ma ancor meno ‘a misura di bambine’”. Lo afferma Save The Children, che ha diffuso l’XI Atlante dell’infanzia a rischio, “Con gli occhi delle bambine”, in vista della Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza che si celebra domani, 20 novembre.

Una ricorrenza volta a diffondere una maggiore conoscenza dei valori contenuti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata dal Governo italiano nel 1991.

Infanzia e adolescenza, povertà minorile e disuguaglianze

Povertà minorile e disuguaglianze educative, sono le maggiori criticità emerse dall’Atlante di Save The Children, che racconta in particolare la condizione di bambine e ragazze in Italia, a rischio in un futuro post pandemia.

Circa 1 milione e 140 mila ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano, entro la fine dell’anno, di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione, rinunciando così ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro. Una condizione che oggi riguarda già 1 ragazza su 4, con picchi che si avvicinano al 40% in Sicilia e in Calabria. Le percentuali più alte sono state riscontrate anche nei territori più virtuosi, come il Trentino Alto Adige, dove a fronte del 7,7% dei ragazzi, le ragazze Neet sono quasi il doppio (14,6%).

“L’aumento della povertà educativa come conseguenza della pandemia rischia di tradursi nella perdita di apprendimenti e competenze educative – spiega Save The Children – nell’incremento della dispersione scolastica così come del numero di giovani tagliati fuori da percorsi di studio, di formazione o lavorativi, tutti fenomeni già ben presenti prima dell’arrivo del virus”.

In Italia, ad esempio, iscrivere i propri figli a un asilo nido o a un servizio per la prima infanzia resta un privilegio per pochi. Secondo quanto emerso dallo studio di Save The Children, nell’anno scolastico 2018/2019 solo il 13,2% dei bambini ha accesso a servizi pubblici offerti dai Comuni, con percentuali che si fermano al 3% per la Calabria, al 4,3% per la Campania e al 6,4% per la Sicilia.

 

Giornata mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza
Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Occupazione e divario di genere

Il divario di genere, ancora molto marcato in Italia, si riflette anche sul fronte occupazionale: secondo i dati presentati sull’Atlante, tra le neolaureate che hanno conseguito il titolo di primo livello nei primi sei mesi del 2019, solo il 62,4% ha trovato lavoro, con un calo di 10 punti percentuali rispetto al 2019, mentre per i ragazzi, il calo è di 8 punti (dal 77,2% al 69,1%), con retribuzioni comunque superiori del 19% rispetto alle neolaureate.

“Già prima dell’emergenza Covid, l’ascensore sociale del Paese era fermo. L’Italia aveva già dimostrato di aver messo l’infanzia agli ultimi posti tra le proprie priorità e, di fronte a una sfida sanitaria e socioeconomica come quella che stiamo affrontando, stenta a cambiare strada mettendo i bambini e gli adolescenti al centro delle proprie politiche di rilancio”, denuncia Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia.

“Abbiamo una generazione intera da proteggere, una generazione per la quale il futuro si costruisce a partire da oggi – prosegue Daniela Fatarella. – E in questa spinta per la ripartenza, le bambine e le ragazze possono e devono essere un volano di sviluppo. I dati e le analisi tracciano per loro un percorso pervaso di ostacoli, sfide, problemi, ma mostrano allo stesso tempo la loro capacità di resilienza. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il Next Generation Eu che l’Italia sta definendo, c’è la volontà di impegnarsi nel superamento delle diseguaglianze di genere. È fondamentale andare alla radice di queste diseguaglianze, prevedendo investimenti specifici”.

La Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Alla luce dei dati emersi dallo studio di Save The Children, ed anche dall’indagine dell’Unicef, che ha pubblicato  “The Future We Want”, un Rapporto sulla vita degli adolescenti ai tempi del Covid e le loro percezioni sul proprio futuro, rileva ancora di più la necessità di ricordare la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella Giornata di domani.

Per l’occasione l’Unicef propone a bambini e ragazzi di compiere un gesto simbolico attraverso i social media: scrivere sulla propria mascherina un messaggio – una parola, una frase, un simbolo – che parli dei propri desideri per il futuro.

 

Principi fondamentali dei diritti dell’infanzia

L’Unicef ha individuato quattro principi fondamentali della Convenzione:

  • Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione.
  • Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
  • Diritto alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
  • Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

La Convenzione prevede, inoltre, un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, tenuti a presentare periodicamente al Comitato ONU sui Diritti dell’infanzia – organismo istituito dalla Convenzione stessa – dei rapporti dettagliati sulla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel proprio territorio.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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