Caldaie a gas, parte la campagna di Legambiente e Kyoto Club sulle alternative sostenibili

Caldaie a gas, parte la campagna di Legambiente e Kyoto Club sulle alternative sostenibili

Parte la nuova campagna d’informazione e sensibilizzazione Caldaie a gas? Pezzi da Museo, promossa da Legambiente e sviluppata con il supporto del Kyoto Club “per spostare i sussidi per le caldaie a gas su tecnologie di riscaldamento sostenibili, chiedere lo stop all’installazione di nuove caldaie a gas fossile dal 2025, smettere di promuovere le caldaie a gas come una soluzione sostenibile, eliminando queste tecnologie da tutti i sistemi incentivanti fin da subito”.

La mostra itinerante partirà da Bari il 14 febbraio, toccando almeno altre 11 città: Avellino, Ivrea, Torino, Roma, Potenza, Perugia, Udine, Padova, Ancona, Enna e Napoli.

Caldaie a gas, i problemi legati al riscaldamento

Il riscaldamento – spiegano le associazioni ambientaliste – è responsabile quasi del 18% delle emissioni di CO2 in Italia.

“Se vogliamo raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2030 e al 2050 e affrancarci dalla dipendenza energetica dobbiamo intervenire nel settore del riscaldamento – affermano. – Un risultato raggiungibile, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, solo imponendo uno stop alle installazioni di nuove caldaie alimentate a gas fossile entro il 2025, anticipando di ben quattro anni lo stop imposto dall’Unione Europea, portando benefici importanti alle famiglie e un importante contributo alla lotta contro l’emergenza climatica”.

Secondo l’analisi, riqualificando ogni anno il 3% del patrimonio edilizio si potrebbero evitare emissioni di gas climalteranti pari a 22 milioni di tonnellate di CO2 al 2030 e si risparmierebbero 12 miliardi di metri cubi di gas, pari al 16% dei consumi totali di gas fossile.

“Anticipare la direttiva europea sullo stop agli incentivi e all’installazione di nuove caldaie a gas, previste rispettivamente per il 2027 e il 2029, è necessario e urgente non solo per contrastare l’emergenza climatica, ma anche per aiutare le famiglie a ridurre i costi in bolletta e il sistema Paese ad essere più indipendente dal gas fossile – ha dichiarato la responsabile Energia di Legambiente Katiuscia Eroe -. Oggi esistono alternative competitive e in grado di rendere le nostre abitazioni con solo più sostenibili, ma anche più salubri e confortevoli. Ma tutto questo deve essere accompagnato con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, in grado di rispondere alle esigenze del Paese. In questo senso il Superbonus e gli altri incentivi rappresentano un’opportunità importante, se riformate”.

 

Foto di Bela Geletneky da Pixabay

 

Quali alternative?

In Italia, ad oggi, sono installate, tra sistemi autonomi e centralizzati, oltre 19 milioni di caldaie a gas, di cui almeno 7 milioni di caldaie con più di 15 anni.

“Pezzi da museo che consumano il 50% del gas utilizzato nel nostro Paese e che sono la causa della voce di spesa energetica più alta per famiglie e imprese. – spiegano le associazioni ambientaliste. – Eppure, sono anche incentivate all’interno di tutti i sistemi di premianti che hanno a che fare con l’edilizia e l’efficienza energetica. Dal Superbonus al Conto Termico”.

Per Legambiente e Kyoto Club si tratta di “un vero errore strategico in termini di lotta al cambiamento climatico, ma anche come politica di supporto a famiglie e imprese, che invece dovrebbero essere aiutate ad investire su sistemi di riscaldamento e raffrescamento innovativi e sostenibili, come pompe di calore, pannelli solari termici e caldaie a biomasse, sia come sistemi autonomi che centralizzati grazie alle reti di teleriscaldamento”.

“Oggi le tecnologie sono mature per rendere le nostre abitazioni, autonome o condominiali, indipendenti dal gas – spiegano ancora le associazioni. – Basta pensare ad esempio alle moderne pompe di calore, che grazie all’utilizzo di refrigeranti naturali permettono di riscaldare e raffrescare un ambiente, adattandosi al sistema di riscaldamento esistente come i radiatori”.

Le associazioni sottolineano, infine, il ruolo dei Comuni: “le Amministrazioni possono inserire all’interno dei loro Regolamenti uno stop anticipato all’installazione di nuove caldaie a gas, ad esempio nel caso di ristrutturazioni”. Legambiente proporrà, quindi, in tutte le occasioni e le tappe, incontri con gli Amministratori, “per sensibilizzarli sul tema e per accompagnarli verso l’applicazione di norme in questa direzione, sostenendo una petizione al Governo e alle Amministrazioni locali per chiedere di spostare subito i sussidi per le caldaie a gas su tecnologie di riscaldamento sostenibili e di bloccare dal 2025 le installazioni di caldaie a gas”.


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