Legambiente presenta il nuovo Rapporto Carovana delle Alpi (Fonte: Legambiente)

Legambiente presenta il nuovo Rapporto Carovana delle Alpi (Fonte: Legambiente)

Sono 19 le Bandiere Verdi che hanno premiato pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale dei territori e 12 le Bandiere Nere che segnalano le lacerazioni del tessuto alpino, causate da controversi interessi economici o modelli lontani dallo sviluppo sostenibile. Tutte realtà che Legambiente racconta nel nuovo rapporto Carovana delle Alpi.

“Negli ultimi cinquant’anni ci siamo allontanati troppo dalla materialità degli ecosistemi, così come dal bisogno di bellezza e di ritmi che ci sono propri. Difficile non accorgersene dopo l’esperienza del Coronavirus – osserva Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente – Eppure, proprio una maggiore attenzione agli equilibri naturali ridurrebbe il rischio di fenomeni come il dissesto idrogeologico o la possibilità di contrarre epidemie, e mitigherebbe gli impatti dei cambiamenti climatici, che sulle Alpi mostrano i loro effetti più drammatici ed evidenti”.

Carovana delle Alpi, Bandiere Verdi 2020

Tra le buone pratiche insignite della Bandiera Verde troviamo la prima piattaforma per trovare manodopera agricola in modo rapido e trasparente del progetto Humus Job dell’associazione MiCò e Banda Valle Grana (CN) – si legge nel Rapporto – che mira a combattere caporalato e lavoro grigio; ma anche la determinazione dell’imprenditrice etiope Agitu Idea Gudeta, fuggita dal proprio Paese perché minacciata per il suo impegno contro il land grabbing, che ha fondato l’Azienda La Capra Felice (TN) e alleva capre recuperando terreni demaniali abbandonati.

Bandiera verde anche per il progetto di rinascita del Comune di Tramonti di Sotto (PN) che passa per l’arte e la rigenerazione urbana contro la marginalizzazione di un antico borgo fantasma, e quello di Dolomiti Contemporanee (BL) che grazie all’arte ha riattivato spazi dismessi o inutilizzati, trasformandoli in luoghi di azione culturale.

E, ancora, l’esperienza di didattica innovativa della scuola elementare di Valle Monterosso Grana (CN) che ha fatto del legame col territorio e dell’utilizzo della robotica in classe un volano per invertire lo spopolamento di un’intera valle.

 

Carovana delle Alpi (Fonte: Legambiente)
Carovana delle Alpi (Fonte: Legambiente)

Bandiere nere 2020

Bandiera nera, invece, per le Giunte regionali della Valle d’Aosta e amministrazioni comunali di Issogne e Champdepraz in carica negli anni 2014-2019 – si legge nel Rapporto – per avere autorizzato la realizzazione di una discarica per “rifiuti speciali non pericolosi” a due passi dal Parco Naturale del Mont Avic; per la Regione Lombardia, a causa dello scarso impegno nell’impedire che i sussidi della PAC vengano assegnati agli allevatori della pianura e dei fondovalle, a scapito dell’allevamento di montagna e della qualità dei pascoli alpini.

E, ancora, al Comune di Premana (LC) per avere realizzato in pochi anni, un tratto per volta e senza chiara pianificazione, numerose strade agro-silvo-pastorali e percorsi d’alta quota su ripidi versanti: “interventi destinati a far crescere il rischio idrogeologico”, sottolinea Legambiente.

Tra le bandiere nere anche la Regione Piemonte – Assessorato Agricoltura, per avere sostenuto e approvato modifiche peggiorative alla legge regionale sulla caccia.

“Come da tradizione, anche per il 2020 abbiamo individuato diverse buone pratiche di una montagna in cambiamento, stigmatizzando situazioni che continuano ad allarmare per i danni arrecati all’ambiente e allo sviluppo di territori che meriterebbero una gestione più in linea con le peculiarità dei luoghi, in un’ottica sostenibile dal punto di vista ambientale, socio-culturale, economico – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –

Purtroppo dobbiamo rilevare che, accanto alle Verdi, anche le Bandiere Nere quest’anno sono in crescita, esempio di inefficienze, trascuratezza e sciatterie nelle scelte politiche, ma anche d’incapacità nel produrre visioni al passo coi tempi”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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