Case green, primo via libera dal Parlamento UE: classe E entro il 2030 e D entro il 2033

Case green, primo via libera dal Parlamento UE: classe E entro il 2030 e D entro il 2033 (foto Pixabay)

Case green, primo via libera dal Parlamento UE: classe E entro il 2030 e D entro il 2033

La commissione per l’industria, la ricerca e l’energia ha adottato la sua posizione sulla proposta di revisione della direttiva sulle “case green”. Gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere almeno la classe di prestazione energetica E entro il 2030 e D entro il 2033

Novità in arrivo sul fronte delle cosiddette “case green“. La commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo ha dato, infatti, il via libera alla proposta di revisione della direttiva UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, che si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni e combattere il cambiamento climatico.

Il disegno di legge sarà sottoposto, quindi, a votazione dall’Assemblea plenaria durante la sessione plenaria del 13-16 marzo e diventerà la posizione negoziale del Parlamento. In seguito i deputati avvieranno i negoziati con il Consiglio, per concordare la forma finale del disegno di legge.

Cosa prevede la Direttiva sulle “case green”

Gli edifici nell’UE, secondo la Commissione europea, sono responsabili del 40% del nostro consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. Per questo motivo, il 15 dicembre 2021, la Commissione europea ha adottato una proposta legislativa per rivedere la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (EPBD), nell’ambito del cosiddetto pacchetto “Fit for 55” .

“Secondo il testo adottato – si legge in una nota del Parlamento UE – tutti i nuovi edifici dovrebbero essere a emissioni zero dal 2028, mentre i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà di autorità pubbliche dal 2026. Tutti i nuovi edifici dovrebbero essere dotati di tecnologie solari entro il 2028, ove tecnicamente idoneo ed economicamente fattibile, mentre gli edifici residenziali in fase di ristrutturazione hanno tempo fino al 2032 per conformarsi“.

Mentre “gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere almeno la classe di prestazione energetica E entro il 2030 e D entro il 2033. Gli edifici non residenziali e pubblici dovrebbero raggiungere le stesse classi rispettivamente entro il 2027 e il 2030“.

Saranno gli Stati membri a stabilire tutte le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi.

Secondo quanto previsto dalla Direttiva, inoltre, “i monumenti sarebbero esclusi dalle nuove regole, mentre i Paesi dell’UE potrebbero decidere di escludere anche gli edifici protetti per il loro particolare valore architettonico o storico, gli edifici tecnici, l’uso temporaneo di edifici o chiese e luoghi di culto. Gli Stati membri possono anche esentare gli alloggi pubblici sociali, laddove i lavori di ristrutturazione porterebbero ad aumenti degli affitti che non possono essere compensati risparmiando sulle bollette energetiche”.

“L’aumento dei prezzi dell’energia ha posto l’accento sull’efficienza energetica e sulle misure di risparmio, e il miglioramento delle prestazioni degli edifici in Europa ridurrà continuamente le bollette energetiche e la dipendenza dalle importazioni di energia – ha dichiarato Ciarán Cuffe, il relatore sulla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Verdi/ALE, IE). – Vogliamo che l’EPBD riduca la povertà energetica, riduca le emissioni e fornisca ambienti interni migliori per la salute delle persone”.


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