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Legambiente: bilancio clima 2019

L’impatto degli eventi climatici estremi mette in ginocchio le città. E fra le città che spesso si ritrovano in emergenza c’è Roma, dove l’impatto di piogge torrenziali, ondate di calore e quant’altro si fa sentire con grande evidenza. Non solo. Nell’elenco delle 40 aree a rischio inondazione in Italia a causa dell’aumento del livello del mare, tre sono nel Lazio: la piana Pontina, quella di Fondi e la foce del Tevere a Roma e Fiumicino.

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Il clima è già cambiato

È il focus su Roma del dossier Città Clima 2019, Il clima è già cambiato, presentato ieri da Legambiente. La Capitale non fa eccezione ai danni provocati dall’impatto del cambiamento climatico. Anzi. I danni alle infrastrutture provocati da eventi meteorici estremi dal 2010 ad oggi hanno provocato giornate e giornate di stop a metro e treni nelle principali città italiane: nel 35% dei casi questo è avvenuto anche o solo a Roma.

Nella Capitale, sottolinea Legambiente Lazio, oltre 100.000 persone vivono in aree a rischio idrogeologico e i beni storici immobili esposti a rischio alluvioni sono 2.204 anche nel centro storico, in zona Pantheon, Piazza Navona, Piazza del Popolo.

Sostiene il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi: «Bisogna valorizzare il ruolo di parchi urbani e aree verdi, tutelare e riqualificare gli alvei fluviali e i corsi d’acqua, rafforzare le politiche a sostegno dei comuni piccoli o grandi delle aree interne, abbattere la dispersione idrica negli acquedotti, demolire l’edilizia abusiva lungo i litorali e i fiumi e non permetterne di ulteriore. Va messa in sicurezza la popolazione che, soprattutto a Roma, non solo vive anche in zone ad alto rischio idrogeologico, ma subisce maggiormente le emergenze per impatti e danni da eventi climatici estremi».

Rischio inondazioni e ondate di calore

Uno dei rischi maggiori è l’aumento del livello del mare. E fra le aree a rischio inondazione in Italia ci sono la foce del Tevere, la pianura pontina e quella di Fondi.

Poi ci sono le crisi idriche e il Lazio ne ha avuto una dimostrazione un paio di anni fa, con l’abbassamento del Lago di Bracciano.

«Nel Lazio la crisi è già scoppiata nel 2017, – ricorda Legambiente Lazio – ne ha pagato le conseguenze il Lago di Bracciano che ha avuto un abbassamento di 192 centimetri a dicembre 2017 a causa delle captazioni dell’acqua per riempire gli acquedotti Acea di Roma, e ne hanno pagato le conseguenze anche la quasi totalità dei comuni della Città Metropolitana di Roma che hanno avuto, capitale a parte, l’acqua razionalizzata per un’intera estate».

Un altro impatto che ha ripercussioni devastanti è quello delle ondate di calore. Secondo una ricerca del progetto “Copernicus european health”, su 9 città europee nel periodo 2021-2050 vi sarà un incremento medio dei giorni di ondate di calore tra il 370 e il 400%, con ulteriore aumento nel 2050-2080 fino al 1100%. «Questo porterà a Roma da 2 a 28 giorni di ondate di calore in media all’anno, la conseguenza sul numero di decessi legati alle ondate di calore sarà estremamente rilevante, passando da una media di 18 annue a 47-85 al 2050, fino a 135-388 al 2080».


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