Cambiamenti climatici in Italia, il Report della Fondazione CMCC

Cambiamenti climatici in Italia, il Report della Fondazione CMCC

In Italia le temperature crescono più che in altre parti del mondo: aumentano di 1,71°C nel 2018 contro +0,98°globale. I gas serra diminuiscono del 17,2% dal 1990 al 2018. L’inquinamento atmosferico è marcato e il bacino padano è il grande malato d’Europa. Flora e fauna sono minacciate dall’inquinamento e dalle specie aliene. Clima e biodiversità sono al centro della sfida posta, anche per l’Italia, dalla pandemia di Covid.

E così la presentazione dell’Annuario dei dati ambientali 2019 dell’Ispra, l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, coincide con la necessità di ripartire dopo la pandemia senza trascurare la tutela ambientale. Ieri sono stati presentati tre report dedicati alla situazione ambientale in Europa e in Italia: il SOER 2020 (State of the Environment Report), l’Annuario dei dati ambientali 2019 che fotografa lo stato dell’ambiente in Italia e il Rapporto ambiente di Sistema che presenta le esperienze regionali.

«L’Annuario ISPRA esce nel momento in cui il mondo intero è impegnato nella sfida senza precedenti del Covid-19 – informa una nota – Dalla contrazione forzata delle attività economiche è venuto un miglioramento delle condizioni ambientali, con un costo sociale altissimo. La sfida oggi è far sì che tali condizioni non siano transitorie, ma socialmente sostenibili. La “ripartenza” riceve un nuovo e ambizioso impulso dalla Commissione europea grazie anche allo European Green Deal».

 

 

 

 

Clima, le temperature vanno su

L’accelerazione dei cambiamenti climatici porterà probabilmente a un aumento dei rischi anche in Europa, in particolare per i gruppi vulnerabili, spiega l’Ispra, con una serie di impatti negativi legati a ondate di calore, incendi boschivi, inondazioni, alterazioni nella diffusione di malattie infettive.

Lo stato di salute ambientale dell’Italia non è certo esaltante. Sul versante clima, in Italia le temperature aumentano a un ritmo maggiore rispetto ad altre parti del mondo.

«Nel 2018 – dice l’Ispra – è stata registrata un’anomalia media pari a +1,71°C rispetto alla media climatologica 1961-1990, superiore a quella globale sulla terra ferma (+0,98 °C). È stato calcolato un aumento della temperatura media pari a circa 0,38 °C ogni dieci anni nel periodo 1981-2018. Elemento che porta l’Italia ad allontanarsi dagli obiettivi di contrasto dei cambiamenti climatici. Nuovo picco per la temperatura dei mari italiani nel 2018 (+1,08°C), il secondo dopo il 2015, rispetto al periodo 1961-1990».

Inquinamento atmosferico

La situazione rimane preoccupante per gli inquinanti atmosferici. Il Bacino padano è una delle aree dove l’inquinamento atmosferico è più rilevante in Europa. Nel 2019 il valore limite giornaliero del PM10è stato superato nel 21% delle stazioni di monitoraggio (50 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 35 volte l’anno).

Rispettati invece i limiti per i PM2,5 nella maggior parte delle stazioni di rilevamento. Uno degli effetti del lockdown è stata la riduzione del biossido di azoto tra il 40 e 50% nelle regioni del Nord e nella Pianura padana.

 

 

mar mediterraneo
Mar Mediterraneo

 

Mari e coste

Su mari e coste, il 90% delle acque costiere di balneazione è in classe “eccellente”. Ma si segnala il problema dei rifiuti marini spiaggiati, rappresentati soprattutto dalla plastica monouso. Nel Mar Adriatico si registra la concentrazione più alta: qui si contano 170 oggetti/100 metri. Nel Mediterraneo occidentale il dato è di 133 oggetti per 100 metri; nel Mediterraneo centrale e Mar Ionio ci si ferma, per così dire, a 91 oggetti/100

Biodiversità a rischio

L’Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità e un alto livello di endemismo, di specie esclusive del nostro territorio. Questo patrimonio vede però alti livelli di minaccia per fauna e flora. Sono minacciati il 23% dei mammiferi, il 19% dei rettili, il 36% degli anfibi, il 21% dei pesci cartilaginei, il 48% dei pesci ossei di acqua dolce. Tra le piante più tutelate dalle norme europee, il 42% è a rischio.

Si contano 3182 specie alloctone, non originarie, potenzialmente invasive, che rappresentano un grave fattore di rischio per la biodiversità.

«Le minacce più gravi vengono, però, dal costante aumento delle specie esotiche introdotte in Italia – più di 3300 nell’ultimo secolo – dal degrado, dall’inquinamento e dalla frammentazione del territorio».

Lontana dagli obiettivi europei si presenta la salute di fiumi e laghi in Italia. Neanche la metà dei 7.493 corsi d’acqua raggiunge uno “stato ecologico buono o elevato” (43%), ancora più grave la situazione dei laghi (solo il 20%). Va meglio la situazione se si analizza lo stato chimico: è buono per il 75% dei fiumi (anche se il 18% non è ancora classificato), e per il 48% dei laghi.

Consumo di suolo

Sulla perdita di biodiversità grava anche il consumo di suolo. «Sono ormai persi  spiega l’Ispra – 23.000 km2, con una velocità di trasformazione di quasi 2 m2/sec tra il 2017 e il 2018. Sebbene il fenomeno mostrasse segnali di rallentamento, probabilmente a causa della congiuntura economica, dal 2018 il consumo di suolo ha ripreso a crescere. Nel 2018 è stato sottratto anche il 2% delle aree protette. Il territorio italiano è fortemente esposto al dissesto idrogeologico. La popolazione a rischio frane che risiede in aree a ‘pericolosità elevata e molto elevata’ ammonta a 1.281.970 abitanti, pari al 2,2% del totale».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)