Legge UE sul clima, si richiede un obiettivo più ambizioso: ridurre le emissioni del 60% per il 2030

Legge UE sul clima, si richiede un obiettivo più ambizioso: ridurre le emissioni del 60% per il 2030

Ha superato 300mila firme la petizione lanciata dagli ambientalisti per chiedere ai leader europei e nazionali “l’istituzione del più grande programma di investimenti verdi che il mondo abbia mai visto, supportato da tutti gli strumenti finanziari dell’UE disponibili per finanziare una ripresa che sia verde ed etica”. Un appello con cui si richiede “solidarietà, coraggio e innovazione” per affrontare la crisi causata dalla pandemia di Covid-19.

La petizione è promossa dalla coalizione europea di Associazioni “Green Seven”, che vede in  prima fila il WWF, e ricomprende anche: Transport & Environment (T&E); BirdLife Europe; Greenpeace European Unit; Friends of the Earth Europe; Climate Action Network (CAN) Europe; European Environmental Bureau (EEB).

“Noi sosteniamo le ragioni dei molti appelli che sono circolati in Europa a sostegno del green recovery promossi da: i Governi di 17 Paesi della UE, Membri del Parlamento europeo, il Club di Roma, scienziati, organizzazioni non governative, esponenti del mondo delle imprese, della politica, delle aziende del settore energetico e molti altri. – Si legge nella petizione – Anche il Consiglio europeo ha richiamato l’esigenza di un economic recovery plan che ricomprenda la transizione verde

 

Petizione degli ambientalisti
Petizione degli ambientalisti

Lotta al cambiamento climatico e alla disoccupazione, la petizione degli ambientalisti

“La crisi che stiamo affrontando ha messo in evidenza i limiti del modello di produzione e di consumo che, fino ad oggi, hanno caratterizzato la nostra economia e la nostra società. Questo modello ha amplificato le diseguaglianze sociali, ha messo a repentaglio la nostra salute e ha condotto il clima e la nostra biodiversità sull’orlo del baratro – scrivono le Associazioni – È arrivato il momento di procedere ad un cambiamento radicale e rapido delle nostre economie per farle diventare più verdi, più eque e più capaci di resilienza rispetto alle crisi future”.

Con questa petizione le Associazioni si appellano quindi alla UE e ai governi degli Stati Membri affinché definiscano su scala europea e nazionale dei Sustainable Recovey Plans, con obiettivi ben precisi:

– mettere il benessere delle persone al centro della risposta alla crisi, fornire benefici sociali e proteggere i diritti dei lavoratori attraverso una “Giusta Transizione” per tutte e tutti;

– attuare pienamente e dare impulso al Green Deal europeo per ri-convertire l’economia in modo da riportare il benessere al centro del progetto europeo, proteggere le persone da crisi come quella del COVID-19 e affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità su scala europea, nazionale e internazionale. Rafforzare e dare seguito all’attuazione degli obiettivi, delle strategie e delle normative previste nell’ambito del Green Deal europeo, dedicando una particolare attenzione alla dimensione sociale;

– subordinare il sostegno alle aziende dei settori ad alto contenuto di carbonio e di altri settori potenzialmente inquinanti (come l’agricoltura intensiva) al loro allineamento con agli obiettivi ambientali e climatici: non favorire salvataggi di industrie non redditizie o inquinanti che non hanno futuro nell’economia di domani;

– istituire un Fondo dotato di risorse adeguate finalizzato ad una ripresa dell’economia che sia sostenibile ed equa grazie all’uso di tutti gli strumenti finanziari europei ricompresi innanzitutto nel Quadro Finanziario Pluriennale – opportunamente adeguato e con programmi di spesa dedicati a destinare almeno il 50% a clima e biodiversità -, ma anche prevedendo nuovi fondi, l’uso virtuoso del Meccanismo Europeo di Stabilità e i cosiddetti “eurobond”;

– guidare gli investimenti pubblici e privati durante tutta la fase di ripresa delle nostre economie utilizzando la tassonomia dell’UE per accelerare la trasformazione dai settori inquinanti a quelli verdi e, analogamente, chiedere che la Banca europea per gli investimenti allinei le sue politiche di prestito agli obiettivi dell’European Green Deal entro la fine del 2020.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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