Deforestazione, la Commissione europea vuole un rinvio di 12 mesi del regolamento (Foto Francesco Paggiaro per Pexels)

La Commissione europea propone di rimandare di 12 mesi il regolamento sulla deforestazione. Bruxelles ha pubblicato ieri una serie di documenti (documenti di aggiornamento e un quadro di cooperazione internazionale) per sostenere Stati e paesi terzi nei preparativi per attuare il regolamento che impone alle imprese di garantire che i prodotti venduti nell’Ue non siano all’origine di deforestazione.

Bruxelles propone di “concedere alle parti interessate più tempo per prepararsi” con una proroga di ulteriori 12 mesi.

Se approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, questa renderebbe la legge applicabile il 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e il 30 giugno 2026 per le microimprese e le piccole imprese.

“Poiché tutti gli strumenti di attuazione sono tecnicamente pronti, i 12 mesi supplementari possono fungere da periodo di introduzione graduale per garantire un’attuazione corretta ed efficace”, dice la Commissione europea.

Il regolamento contro la deforestazione

La European Union Deforestation Regulation (EUDR), in vigore dal 29 giugno 2023, è la normativa che mira a eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento dell’Ue. Secondo il regolamento, aziende multinazionali con sede nell’Ue dovranno dimostrare che i prodotti che immettono sul mercato comunitario non contribuiscono alla distruzione delle foreste.

La legge si applica a capi di bestiame, cacao, caffè, olio di palma, soia e legno, gomma, e a prodotti come cuoio, cioccolato e mobili. Il regolamento vuole dunque garantire che beni chiave immessi sul mercato europeo non contribuiscano alla deforestazione, uno dei fattori di cambiamento climatico e di perdita di biodiversità. La Fao stima che fra il 1990 e il 2020 siano andati persi a causa di deforestazione 420 milioni di ettari di foresta, un’area più estesa della Ue.

Attività di lobbying da aziende e Governi

Sul regolamento però si sono abbattute anche le pressioni di governi e aziende di tutto il mondo, come spiega the Guardian, che riporta inoltre le parole di un alto funzionario per le quali il rinvio della legge danneggerebbe la credibilità dell’Unione europea in tema di clima.

La stessa Commissione europea in realtà, in una nota, riconosce che “tre mesi prima della data di attuazione prevista, diversi partner mondiali hanno ripetutamente espresso preoccupazione per il loro stato di preparazione, da ultimo durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Inoltre, anche lo stato dei preparativi tra le parti interessate in Europa è disomogeneo. Mentre molti si aspettano di essere pronti in tempo, grazie a preparativi intensivi, altri hanno espresso preoccupazione”.

La proroga di 12 mesi per l’introduzione delle regolamento sulla deforestazione per Bruxelles rappresenta “una soluzione equilibrata per aiutare gli operatori di tutto il mondo a garantire un’attuazione agevole fin dall’inizio. Con questo passo, la Commissione mira a fornire certezze sulla via da seguire e a garantire il successo dell’EUDR, che è fondamentale per affrontare il contributo dell’UE alla pressante questione globale della deforestazione. La proposta di proroga non mette in alcun modo in discussione gli obiettivi o la sostanza della legge, come concordato dai colegislatori dell’UE”.

Ma le critiche non mancano. The Guardian racconta infatti che Virginijus Sinkevičius, eurodeputato lituano che è stato commissario all’ambiente fino a metà luglio, ha affermato che rinviare la regolamentazione sulla deforestazione rappresenterebbe «un passo indietro nella lotta contro il cambiamento climatico». Il ritardo di un anno metterebbe a rischio oltre 32 mila ettari di foresta al giorno, alimenterebbe il 15% delle emissioni mondiali di carbonio e danneggerebbe la credibilità della Ue in tema di lotta al cambiamento climatico.

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