Giornata dell'Acqua, il WWF propone alcune soluzioni contro la crisi idrica
Crisi idrica, WWF: col prosciugamento climatico siamo “all’ultima goccia”
Carenza d’acqua, siccità, perdita di ghiacciai, crisi alimentare e produzione di energia a rischio: in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua il WWF pubblica il nuovo report sulla crisi climatica e le soluzioni per salvare la risorsa ‘acqua’ nel nostro Paese
Carenza d’acqua, siccità, perdita di ghiacciai, crisi alimentare e produzione di energia a rischio: sono solo alcune delle conseguenze della crisi idrica provocata dagli impatti del cambiamento climatico.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo) il WWF fotografa la situazione della crisi idrica negli ultimi anni nel suo ultimo report: “L’Ultima goccia. Crisi e soluzioni del prosciugamento climatico”, indicando anche le priorità per risolvere il legame pericoloso e inscindibile tra acqua e clima.
Giornata dell’Acqua, i numeri della crisi idrica
Come spiegato dal WWF, il cambiamento climatico antropogenico ha contribuito ad aumentare la probabilità e la gravità dell’impatto della siccità (specialmente siccità agricola e idrologica) in molte regioni.
Circa 4 miliardi di persone, sui 7,8 miliardi di abitanti umani della Terra, sperimentano già una grave carenza d’acqua per almeno un mese all’anno. Tra il 1970 e il 2019, il 7% di tutti gli eventi catastrofici nel mondo sono stati legati alla siccità, ma hanno contribuito a ben il 34% delle morti legate ai disastri. Sempre più persone (circa 700 milioni) sperimentano periodi di siccità più lunghi rispetto al 1950; inoltre i rischi di siccità aumenteranno nel corso del XXI secolo in molte regioni, incrementando i rischi per l’intera economia. La popolazione globale esposta a siccità estrema ed eccezionale aumenterà dal 3% all’8% nel 21° secolo.
I fenomeni estremi legati alla crisi climatica provocano anche situazioni improvvise di ‘eccesso’ d’acqua: tra il 1970 e il 2019, il 31% di tutte le perdite economiche hanno a che fare con le inondazioni.
L’impatto della siccità sull’energia
L’impatto della siccità – spiega l’associazione ambientalista – si manifesta anche sull’attuale produzione globale termoelettrica e idroelettrica, con una riduzione dal 4 al 5% dei tassi di utilizzo delle installazioni durante gli anni di siccità, rispetto ai valori medi a lungo termine dagli anni ’80.

Tra i principali usi dell’acqua c’è la produzione di energia da idroelettrico, che genera una fetta cospicua di energia da fonti rinnovabili, ma che soffre e soffrirà sempre di più per l’estensione dei periodi di siccità. In Italia, in particolare, la produzione è garantita da 4.509 impianti (dato ufficiale Terna al 31/12/2020) e in questi ultimi decenni c’è stato un notevole incremento di impianti, passando dai 2249 del 2009 al quasi raddoppio di questi ultimi anni. Tale aumento considerevole degli impianti è dovuto alla diffusione del cosiddetto mini-idroelettrico, favorito dagli incentivi per la loro installazione.
“Occorre fare di tutto per far convivere al meglio energia idroelettrica e salute ecologica dei fiumi – afferma il WWF – cessando di moltiplicare gli impianti in modo insostenibile e assicurando invece il recupero e la buona gestione degli impianti esistenti, con l’armonizzazione delle diverse esigenze dettata e controllata dalle Autorità di Bacino”.
Crisi idrica, le proposte del WWF
Il WWF lancia, dunque, alcune proposte mirate a risolvere il problema della crisi idrica. Oltre a una massiccia e rapida decarbonizzazione, secondo l’associazione ambientalista vanno spinti i progetti ispirati alle soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions, NBS) con la protezione, il ripristino e la gestione sostenibile dei serbatoi naturali di carbonio. Questo favorirebbe, ad esempio, la naturale ricarica delle falde in aree agricole o il drenaggio sostenibile in aree urbane o una diffusa rinaturazione degli ecosistemi d’acqua dolce, che consenta anche il ripristino dei servizi ecosistemici e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Un altro fattore essenziale per combattere la crisi idrica indicato dal WWF è la pianificazione a livello di bacino idrografico con il coordinamento di un soggetto unico, l’Autorità di bacino distrettuale, in grado di definire le priorità a scala di bacino. Infine, secondo il WWF, occorre rivedere il sistema di concessioni, riassegnando le quote di derivazione per l’agricoltura, per l’idroelettrico e per tutti gli altri usi civili, industriali e ambientali (deflusso ecologico) in base a un bilancio idrico di bacino che garantisca un utilizzo sostenibile dell’acqua.

