Ecomafie, Legambiente: in Italia accertati 902.356 reati ambientali in tre decenni (Foto di Pexels da Pixabay)
Ecomafie, Legambiente: in Italia accertati 902.356 reati ambientali in tre decenni
Secondo i dati presentati da Legambiente, il 45,7% del totale nazionale degli illeciti si concentra nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa. Triste primato per la Campania, regione con più ecoreati nella Penisola e per illeciti nel ciclo del cemento e dei rifiuti
In Italia le ecomafie hanno compiuto, in tre decenni, un reato ogni 18 minuti per un totale di 902.356 illeciti ambientali. Si tratta di una media – dal 1992 al 2023 – di 79,7 reati al giorno, 3,3 ogni ora, uno ogni 18 minuti. Un ritmo impressionante, contrassegnato anche da 727.771 persone denunciate e 224.485 i sequestri.
A fare il punto della situazione è Legambiente, a trent’anni dalla prima presentazione del rapporto Ecomafia avvenuta proprio il 5 dicembre del 1994, in occasione della conferenza nazionale “Ambiente e legalità: insieme per il futuro” .
Ecomafie, Campania la regione con più ecoreati
Secondo i dati sulle ecomafie rilevati da Legambiente, il 45,7% del totale nazionale dei reati accertato dalle forze dell’ordine in questi tre decenni si concentra nelle regioni in cui è radicata la presenza di criminalità organizzate. Triste primato per la Campania, la regione che domina con un primo posto assoluto sia la classifica nazionale, sia quella delle regioni con più reati nel ciclo illegale del cemento e dei rifiuti. La Lombardia è invece la prima regione del Nord per ecoreati. In questi tre decenni di ricerca e analisi, dal 1995 ad aprile 2024, sono stati censiti 378 clan, appartenenti a tutte le organizzazioni mafiose, con interessi diretti nelle diverse “filiere” dell’ecomafia. Il fatturato illegale accumulato, secondo le stime di Legambiente, è stato di 259,8 miliardi di euro.
“Senza legalità non c’è tutela ambientale – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – I dati presentati oggi ci ricordano che non bisogna abbassare la guardia e che al centro delle scelte politiche va messa la salvaguardia dell’ambiente, come ci ricorda l’articolo 9 della Costituzione italiana. Per questo chiediamo che vengano approvate quelle norme che ancora mancano all’appello in fatto di prevenzione e controllo, come i reati contro gli animali, le agromafie e agropirateria, chiedendo al tempo stesso allo Stato un impegno più forte nella lotta all’abusivismo edilizio”.
In questi tre decenni nella classifica nazionale per ecoreati svetta al primo posto la Campania con 117.919 illeciti, seguita da Calabria con 84.472 illeciti, Sicilia con 82.290 e Puglia con 73.773. Al quinto posto il Lazio, prima regione del Centro Italia, con 66.650 reati. La Lombardia, ottava in classifica, è la prima regione del nord Italia con 37.794 reati.
In particolare, i reati nel ciclo illegale del cemento, che ammontano a 215.831, e quelli del ciclo dei rifiuti, 146.480, si confermano in questi tre decenni a livello nazionale quelli prediletti dagli ecomafiosi. Per quanto riguarda i reati nel ciclo illegale del cemento, le regioni più colpite sono: la Campania (30.177 reati), seguita da Calabria (22.849) e Puglia (18.788 illeciti penali). Al quarto posto figura il Lazio (18.115), seguito da Sicilia (17.346 reati) e Toscana, sesta con 14.044 illeciti penali. Prima regione del Nord è di nuovo la Lombardia (10.831), seguita dalla Liguria (8.409).
Mentre sul fronte ciclo illegale dei rifiuti, la Campania è sempre in testa alla classifica (22.400 reati), seguita da Puglia (14.516), Calabria (10.810) e Lazio (9.989). La Sicilia è al quinto posto (9.972) e precede nell’ordine Toscana (8.263 reati) e Lombardia, che si conferma prima regione del Nord, con 7.586 illeciti penali nel ciclo dei rifiuti. Da segnalare in questa classifica l’ottavo posto del Piemonte, con 7.044 reati, che figura invece al 12° posto nella classifica per l’illegalità ambientale complessiva.

