Ecosistema Urbano 2022, le città sono in stallo e le emergenze croniche (foto pixabay)

Nelle città italiane ci sono delle emergenze ormai croniche. Più smog, con valori di picco che tornano a crescere nelle città affette da mal’aria. Un parco auto fra i più alti d’Europa e pochi miglioramenti nel trasporti pubblico. Più rifiuti prodotti e perdite idriche che in media si attestano al 36%. La transizione ecologica delle città italiane è lenta. E il cambio di passo che ci dovrebbe essere, considerate l’emergenza climatica e ambientale, ancora non c’è. È quanto evidenzia la classifica delle performance ambientali delle città italiane, Ecosistema Urbano 2022, il report di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE, su 105 Comuni capoluogo. Il dossier tiene conto di 18 indicatori, distribuiti in sei aree tematiche: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

Ecosistema Urbano, post pandemia…  città come prima

Il focus è sul post pandemia. E ancora una volta deve evidenziare che la crisi pandemica non ha portato un cambio di passo (“Nulla sarà più come prima”, si diceva) neanche nelle condizioni ambientali delle città. È proprio quel cambiamento richiamato e mai attuato che apre il dossier.

Sotto il titolo “Transizione ecologica urbana cercasi urgentemente” scrive infatti Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente: «Nulla tornerà come prima. Durante e dopo il lockdown del 2020 queste parole sono state usate in più occasioni. A leggere questa edizione di Ecosistema Urbano, con i dati sullo stato di salute dei capoluoghi di provincia del nostro Paese relativi al 2021, non sembra andata così. È la conferma di quello che è visibile in tante città italiane, dove è tornata l’immobilità sulle strade intasate dalle auto, la presenza di mini-discariche intorno ai cassonetti, la coltre grigia di smog che ostacola la vista del cielo azzurro, la colorazione di alcuni fiumi inquinati da scarichi civili e industriali non depurati, solo per fare alcuni esempi noti a milioni di cittadini».

E invece la transizione ecologica delle città «c’è, ma è troppo lenta».

 

Ecosistema Urbano 2022

 

Ecosistema urbano, Bolzano regina green

Sono pochi i capoluoghi che sono riusciti a fare la differenza puntando sulla sostenibilità ambientale.  “Vince” come regina green Bolzano, che dal sesto posto dello scorso anno conquista la vetta della classifica di Ecosistema Urbano 2022. In seconda posizione c’è Trento, in terza Belluno. Seguono Reggio Emilia e Cosenza, unica città del Sud a entrare anche quest’anno nella top ten della graduatoria. Treviso, Pordenone, Forlì, La Spezia e Mantova compongono il quadro delle prime dieci città.

Agli ultimi posti ci sono invece Latina (102esima), Alessandria (103esima), Palermo (104esima) e Catania (105esima). Nel complesso le metropoli confermano più o meno le performance della passata edizione con qualche oscillazione di classifica in positivo: Venezia è 13esima, Torino 65esima. Genova invece scende al 53esimo posto, Firenze slitta al 43esima posto e Milano 38esima perde otto posizioni. Roma è bassissima, 88esima e “non ha risposto quasi per nulla alle domande del questionario Legambiente”, dice l’associazione.

La tendenza degli ultimi anni: città in emergenza cronica

Ecosistema Urbano fa il punto sulla tendenza che emerge negli ultimi anni. Nessun cambio di passo post pandemia.

«Nel 2021, in quello che doveva essere l’anno della lenta ripresa post COVID-19 e della messa in campo di interventi concreti, i capoluoghi di provincia confermano la tendenza di stallo degli anni precedenti – denuncia Legambiente – Poco propensi a migliorare le proprie performance ambientali, sono paralizzati da alcune emergenze urbane ormai croniche».

Sono i valori di smog che tornano a crescere; i pochi miglioramenti sul trasporto pubblico; la produzione di rifiuti che torna a salire e arriva al valore medio di 526 kg pro capite, quasi ai livelli pre-pandemia (nel 2019 erano di 530 kg a persona, nel 2020 erano 514 kg procapite). Le perdite idriche rimangono costanti: l’acqua che va dispersa nella rete idrica è in media del 36% su scala nazionale e sono 52 le città nelle quali si perde più del 30% dell’acqua. Piccoli segnali positivi arrivano invece dalla crescita della ciclabilità e dalla diffusione del solare termico o fotovoltaico sugli edifici pubblici.

Ecosistema urbano, transizione ecologica e sfide per l’Italia

«Dalla fotografia di Ecosistema Urbano 2022 – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente non vediamo quel cambio di passo repentino che impone l’emergenza energetica, ambientale e sociale. In tutte le città serve velocizzare gli interventi, diffondere gli impianti fotovoltaici sui tetti e le comunità energetiche rinnovabili, riqualificare gli edifici, promuovere l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato, completare fognature e depuratori, realizzare gli impianti dell’economia circolare, a partire da quelli di digestione anaerobica e compostaggio per produrre biometano e compost di qualità, di riciclo chimico delle plastiche miste e quelli per recuperare le terre rare dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Queste sono le sfide che attendono il nuovo governo».

«La transizione ecologica dei capoluoghi italiani dipende dalle scelte dei Comuni ma soprattutto da quelle che verranno fatte a livello nazionale dall’esecutivo».

In questo campo bisogna allora ricordare quello che ancora manca. Legambiente evidenzia infatti che il Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) deve essere aggiornato ai nuovi obiettivi europei di riduzione delle emissioni climalteranti entro il 2030: è ancora fermo agli obiettivi di riduzione del 40% mentre la Commissione europea li ha già innalzati al 60%. Manca poi il Piano nazionale sull’adattamento climatico, varato in bozza nel 2018 e non ancora approvato.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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