Etichettatura ambientale, imballaggi sempre più trasparenti (Foto Pixabay)

L’etichettatura ambientale sugli imballaggi è sempre più diffusa. Cresce la trasparenza delle confezioni, con l’indicazione in etichetta della composizione del packaging e soprattutto del corretto conferimento fra i rifiuti. Oltre l’83% delle confezioni vendute fra i prodotti di largo consumo indica infatti in etichetta come fare correttamente la raccolta differenziata.

Così l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da CONAI e GS1 Italy.

“L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda del tipo di informazione”.

L’analisi svolta comprende supermercati, ipermercati e libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita).

Comunicazione ambientale e consumatori

«La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori commenta Simona Fontana, direttore generale CONAI – I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo».

Di cosa è composto l’imballaggio

Nell’arco di un anno (da luglio 2024 a giugno 2025 è il perimetro di analisi) il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging. Sono oltre 82 mila prodotti, più 3,1% rispetto all’anno precedente. Fra le vendite, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, in aumento dell’1,8%.

Le informazioni sulla raccolta differenziata

Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery. L’aumento è del 2,2% per il numero di prodotti e dell’1,2% per confezioni vendute. I reparti più “virtuosi” sono freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media.

Le informazioni meno diffuse

Marchi e dichiarazioni ambientali volontarie sono invece meno diffuse: sono riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità).

La certificazione di compostabilità dell’imballaggio è ancora marginale, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta.

Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni di unità), in lieve calo rispetto all’anno precedente.

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