Festival ASviS 2025: l’Italia c’è, ora tocca alla politica
Oltre 1.300 eventi in tutto il Paese, milioni di persone raggiunte e un messaggio forte: la transizione sostenibile è una priorità condivisa, ma servono politiche più incisive.
Il 9° Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si è concluso oggi, 23 maggio, alla Camera dei Deputati con un messaggio chiaro: la cultura della sostenibilità è ormai radicata in Italia, ma l’impegno delle istituzioni deve accelerare.
In diciassette giorni, quanti gli Obiettivi dell’Agenda 2030, oltre 1.300 eventi in tutta Italia hanno coinvolto associazioni, imprese, università e cittadini, confermando un fermento civico senza precedenti. Gli eventi ASviS, trasmessi in streaming, hanno raggiunto 3,5 milioni di persone, con 10 milioni di impression.
Il valore economico della sostenibilità
Il Festival ha anche mostrato che la sostenibilità conviene. Secondo il “Rapporto di Primavera” di ASviS, le imprese italiane che investono in sostenibilità registrano una crescita addizionale del valore aggiunto fino al 16,7%. Un dato che evidenzia come l’adozione di pratiche sostenibili non sia solo una responsabilità etica, ma anche una strategia vincente in termini di produttività e competitività.
Politiche pubbliche ancora insufficienti
Nonostante i segnali positivi dal tessuto imprenditoriale e sociale, le politiche pubbliche italiane restano fragili e contraddittorie. L’ASviS ha lanciato l’allarme su un possibile arretramento dell’Unione Europea in materia di sostenibilità, proprio mentre servirebbero strumenti forti per cogliere le opportunità del Green Deal. La mancanza di una chiara pianificazione e la lentezza nella riforma delle norme sulle energie rinnovabili rischiano di bloccare lo slancio.
Ecosistema Futuro e l’urgenza della governance anticipante
Per superare questi ostacoli, in chiusura del Festival ASviS propone una “governance anticipante” che metta il futuro al centro delle politiche pubbliche, in linea con la riforma costituzionale del 2022.
In questa prospettiva, è nato “Ecosistema Futuro”, un progetto già sostenuto da numerose realtà accademiche e del terzo settore. Al centro, la necessità di pensare oggi alle scelte per le generazioni di domani, anche attraverso l’introduzione della Valutazione d’Impatto Generazionale nel processo legislativo, già approvata dal Senato.
Cultura, giovani e musica: la sostenibilità si racconta
Il Festival ha parlato anche ai giovani, attraverso concerti, podcast, letture pubbliche e installazioni artistiche. Eventi come il “Concerto per l’Africa Day”, la rassegna “Libri in Agenda” e il podcast “Note di sostenibilità” hanno dato voce ai temi della giustizia sociale e ambientale in modi innovativi. Una sostenibilità che non è solo materia per esperti, ma linguaggio trasversale e condiviso.
L’Italia ha tutte le energie per guidare la transizione verso un futuro sostenibile. Ma l’impulso della società civile e delle imprese deve essere raccolto dalla politica con decisioni chiare, investimenti lungimiranti e un impegno che non può più attendere. L’Agenda 2030 è ancora la bussola da seguire — e il tempo per agire è ora.

