Imballaggi dei cosmetici, dove si buttano rossetti, deodoranti & Co? (Foto Pixabay)
Imballaggi dei cosmetici, dove si buttano rossetti, deodoranti & Co?
Come fare la raccolta differenziata degli imballaggi di cosmetici e prodotti di bellezza? I consumatori ci provano ma spesso fanno errori. Il dossier “Contenitori senza trucco” di Junker ed EconomiaCircolare.com
Dove si gettano l’ombretto, il tubetto di crema, il rossetto? Cosa fare del flaconcino di smalto esaurito? I cosmetici presenti nelle case sono tanti, in formati e confezioni sempre nuove. E uno dei problemi che si pone ai consumatori attenti all’ambiente è quello del corretto smaltimento dei loro imballaggi nella raccolta differenziata. Secondo alcune stime, l’industria della bellezza mette in circolazione circa 120 miliardi di unità di imballaggi ogni anno, di cui il 95% non viene riciclato. In genere il packaging dei cosmetici è spesso complesso, fatto in plastica o in materiali misti, impossibili da separare a fine vita. E questo rende complicata la raccolta differenziata, portando molti consumatori – anche attenti alle ragioni dell’ambiente – a compiere errori nello smaltimento.
“Il settore cosmetico è uno dei più difficili in tema di raccolta differenziata e, allo stesso tempo, uno dei meno esplorati”. È quanto evidenzia il dossier “Contenitori senza trucco. Il corretto conferimento degli imballaggi dei cosmetici e dei prodotti per l’igiene personale”, realizzato dal team di Junker app in collaborazione col webmagazine EconomiaCircolare.com. Il report ha preso avvio da un sondaggio lanciato a fine febbraio dall’ app Junker.

Packaging dei cosmetici, un grande punto interrogativo
Prima di tutto, il packaging dei prodotti cosmetici è spesso composto da parti numerose e di diversi materiali. Solo gli imballaggi possono essere avviati a riciclo (quindi il prodotto residuo, come la crema in un tubetto, va rimosso) mentre i prodotti monouso, come dischetti struccanti e rasoi, vanno nell’indifferenziata, e finiscono per accrescere la quantità di rifiuti in circolazione.
Dal sondaggio su Junker è emerso che due italiani su tre conferiscono nell’indifferenziato la confezione vuota dell’ombretto (77%) o del mascara (64%), che andrebbero invece nella raccolta della plastica. Il 40% dei consumatori non sa che, prima di differenziare un tubetto o un vasetto di cosmetico, è necessario eliminare eventuali residui di prodotto, gettandoli nel secco residuo.
“A fronte di una maggiore consapevolezza dei consumatori riguardo agli impatti ambientali dei prodotti di bellezza e alla conseguente crescita della biocosmesi, il settore cosmetico è uno di quelli a più alto rischio greenwashing in etichetta e in diversi casi – sottolineano gli esperti di Junker app – tende a portare sugli scaffali packaging complessi e difficilmente differenziabili. Sono imballaggi composti da varie parti, spesso di materiali diversi, che vanno dunque conferite separatamente”.
In un mese hanno partecipato al sondaggio su Junker 16.000 persone, in prevalenza donne tra i 36 e i 65 anni. Nonostante si tratti di un campione di cittadini verosimilmente sensibilizzati sull’argomento e resi più consapevoli grazie alle informazioni veicolate in app, il sondaggio ha restituito una grande incertezza sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti derivanti da cosmetici e prodotti per la bellezza.
“È evidente – sottolinea la responsabile comunicazione di Junker, Noemi De Santis – che quello cosmetico è uno dei settori sui quali sono stati meno affrontati i dubbi e gli errori commessi dai cittadini, comprensibilmente confusi dalla varietà e complessità dei packaging, ostacolando una corretta raccolta differenziata e impedendo l’avvio a riciclo dei materiali. Con questo dossier abbiamo voluto dare un contributo per un’informazione più puntuale ai cittadini su un tema ancora poco esplorato e parallelamente avviare una riflessione sull’ecodesign dei packaging cosmetici».
Imballaggi e cosmetici, consumatori confusi
Qualche esempio rende l’idea della confusione che ci può essere anche fra consumatori attenti. In qualche caso, come il deodorante roll-on, si tratta di componenti che non possono essere separate manualmente e vanno conferite in base al materiale prevalente (di solito vetro). Eppure il 54% dei rispondenti al sondaggio cerca di rimuovere la sfera in plastica, gesto inutile e potenzialmente rischioso perché bisogna far ricorso a forbici o strumenti appuntiti.
Il 60% di chi ha partecipato al sondaggio sa che, quando un cosmetico è terminato, il contenuto residuo deve essere separato dall’imballaggio. Ma quasi uno su quattro, il 23% dei consumatori, ammette di gettare tutto nell’indifferenziato.
Molti sono tratti in inganno sull’imballaggio del rossetto: una volta esaurito, va conferito nella raccolta della plastica come indica il 58% dei rispondenti, ma un buon 42%, sbagliando, lo conferisce nel secco residuo. E cosa fare con la boccetta vuota dello smalto? Di solito è in vetro. Gli utenti sono divisi a metà: il 48% la conferisce nel vetro mentre il 51% la getta nel secco residuo. È questa la scelta giusta poiché è probabile che la boccetta, anche se vuota, contenga ancora residui di smalto, una sostanza inquinante per l’ambiente.
Cosmetici e prodotti per la beauty routine sono tanti e sono sempre più “elettrici”. Il dossier evidenzia infatti che bellezza e cosmesi sono sempre più supportate da molti prodotti elettrici ed elettronici. “Dai massaggiatori facciali alle lime elettriche, il catalogo è davvero infinito e, allo stesso tempo, sempre più accessibile, grazie alla disponibilità nei negozi fisici e online di prodotti a basso costo, con una conseguente breve durata, che rispondono a bisogni effimeri, se non quando completamente indotti – spiega il dossier – Esaurito il capriccio momentaneo o rotto il dispositivo, magari dopo pochi utilizzi appena, rimangono i rifiuti prodotti da quelle apparecchiature elettriche ed elettroniche”.

