Fondazione Sostenibilità Digitale: italiani preoccupati per le sfide ambientali, ma non sfruttano la tecnologia

Fondazione Sostenibilità Digitale: italiani preoccupati per le sfide ambientali, ma non sfruttano la tecnologia (foto Pixabay)

Fondazione Sostenibilità Digitale: italiani preoccupati per le sfide ambientali, ma non sfruttano la tecnologia

Secondo la ricerca “Sustainable Environment” gli italiani sono preoccupati per l’ambiente, ma 5 su 6 non sfruttano la tecnologia disponibile, come le app dedicate alla gestione dei rifiuti e al monitoraggio della qualità dell’ambiente

Il nostro Paese è ancora poco preparato ad affrontare le sfide ambientali: è quanto emerso dalla ricerca “Sustainable Environment 2025”, realizzata dall’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno.

La ricerca di quest’anno ha analizzato e messo a confronto le percezioni e i comportamenti di 4 generazioni di italiani – Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni) – sul ruolo della tecnologia come strumento di sostenibilità, in relazione alla conservazione dell’ambiente e al contrasto al cambiamento climatico.

“I risultati della ricerca mostrano come il nostro Paese sia ancora poco preparato ad affrontare la grande sfida ambientale che ci riguarda tutti.” – ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. – Questo scenario è preoccupante e sottolinea l’urgenza, da parte delle Istituzioni, di supportare i cittadini attraverso un’adeguata formazione e la messa a disposizione degli strumenti tecnologici e culturali necessari. Purtroppo finora le Istituzioni stanno dimostrando carenza sia di impegno concreto sia di una visione strategica efficace.”

Sfide ambientali, quale consapevolezza?

La ricerca mette in evidenza come non sia affatto scontato che l’ambientalismo e la lotta al cambiamento climatico siano appannaggio dei più giovani. I dati raccolti mostrano come la percezione della gravità della crisi ambientale superi le barriere generazionali:

  • quasi un italiano su quattro (circa il 27%) continua a pensare che il cambiamento climatico, per quanto grave, non richieda un intervento urgente e immediato.
  • i Millennials (31%) guidano una visione attendista, convinti che ci sia ancora tempo per affrontare il problema.
  • tra i giovanissimi della Generazione Z, il 27%, esattamente in linea con la media delle altre generazioni, ritiene ancora possibile agire con calma.
  • i Baby Boomers mostrano una sensibilità lievemente maggiore al cambiamento climatico, con il 77% che dichiara il problema non più procrastinabile.

Utilizzo delle App ambientali

La Fondazione per la Sostenibilità Digitale dedica un focus all’utilizzo della app ambientali, ad esempio quelle dedicate alla gestione dei rifiuti e al monitoraggio della qualità dell’ambiente. I dati raccontano un’Italia ancora poco digitale su questo fronte, anche se con qualche segnale positivo tra i più giovani.

Vediamo quali sono queste app e come vengono utilizzate.

App per l’assistenza nella raccolta differenziata (ad esempio con indicazioni su come differenziare): solo il 17% degli italiani usa app per la raccolta differenziata (6% regolarmente, 11% saltuariamente), mentre l’83% non le utilizza. L’adozione cresce tra le generazioni più giovani: la Gen Z è la più attiva (25%), seguita da Gen X (18%), Baby Boomer (12%) e Millennial (9%). Tra i Boomer, il 59% non conosce queste app, ma quando le scopre, circa la metà inizia a usarle almeno saltuariamente. Il vero ostacolo, quindi, non è la mancanza di interesse, ma la scarsa informazione e le competenze digitali insufficienti.

App per la prenotazione del ritiro di rifiuti ingombranti: queste app non sono ancora molto diffuse. Il 79% degli italiani, infatti, non le utilizza, e solo il 7% lo fa regolarmente. I giovani della Gen Z sono i più attivi nell’uso saltuario (19%), ma usano queste app in modo continuativo solo nel 5% dei casi, una percentuale molto bassa, superata solo dai Baby Boomer. Le persone tra i 40 e i 50 anni mostrano un approccio più pratico: l’8% le usa con costanza, soprattutto quando il servizio è utile e immediato (come il ritiro gratuito a domicilio), dimostrando una maggiore tolleranza verso i diversi passaggi burocratici.

App per prenotare l’accesso all’isola ecologica: non è utilizzata dall’86% degli italiani, mentre a servirsene regolarmente è solo il 5% dei cittadini. La conoscenza di queste app è particolarmente bassa tra gli over 60, con il 54% dei Baby Boomer che dichiara di non conoscerle, rispetto al 37% dei Millennials, al 38% della Gen X e al 30% della Gen Z. Tra i più giovani, l’interesse è maggiore: il 17% le usa occasionalmente, ma solo il 7% le utilizza come routine quotidiana. Tra i Baby Boomer, invece, solo il 2% ne fa un uso abituale, il valore più basso tra tutte le generazioni considerate, mentre Gen Z e Millennials si attestano al 5% e la Gen X al 7%.

App che controllano la qualità dell’acqua: sono utilizzate regolarmente solo dal 2% della popolazione e raramente dell’8% degli intervistati. I Baby Boomer sono i meno informati, con il 63% che non conosce queste app, seguiti dalla Gen X (48%), Millennials (41%) e Gen Z (37%). Tra i giovani sotto i 28 anni, il 75% sa che esistono, ma solo il 4% le usa regolarmente. Tra gli over 60, il 63% non le conosce e solo l’1% le utilizza con continuità. Inoltre, il 14% dei più giovani conosce l’app ma non la può usare perché non è disponibile nella propria zona, segnalando una carenza di soluzioni locali e una comunicazione frammentata.

App che controllano la qualità dell’aria: sono utilizzate regolarmente solo dal 3% della popolazione e raramente dell’9% degli intervistati. Tra i Baby Boomer, il 59% non le conosce, il doppio rispetto al 30% della Gen Z. Quando la preoccupazione per l’ambiente è più alta, aumenta l’uso occasionale delle app (15% Gen Z, 10% Millennials), ma l’uso quotidiano resta basso (6% Gen Z, 3% Millennials). Tra gli over 60, il 59% non ne ha mai sentito parlare e solo il 3% le usa regolarmente. L’interesse per l’ambiente cresce dopo i 30 anni, ma non si traduce in un maggiore uso delle app, probabilmente a causa di problemi come la difficoltà d’uso e l’offerta digitale frammentata.

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