Forum Qualenergia, le comunità energetiche motore della decarbonizzazione in Italia

Forum Qualenergia, le comunità energetiche motore della decarbonizzazione in Italia

In Italia le comunità energetiche possono essere la carta vincente nel cruciale processo di decarbonizzazione, favorendo la tutela dell’ambiente, l’economia, l’occupazione e, soprattutto, il processo di decarbonizzazione nei settori termico e dei trasporti. È questo il messaggio e la sfida che Legambiente lancia oggi al Governo in occasione della prima giornata del Forum QUALENERGIA.

Il talk online, organizzato insieme a La Nuova Ecologia e Kyoto Club con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lazio, Comune Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma e in partenariato con Cobat, che proseguirà domani, giovedì 3 dicembre alle ore 10.00, sempre in diretta streaming, con la presentazione del sondaggio Ipsos Gli Italiani e l’energia realizzato per Legambiente e Nuova Ecologia.

“Il Recovery Plan italiano – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – deve avere tra i suoi pilastri il miglioramento dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, del biometano e della mobilità elettrica, dandosi come obiettivo prioritario quello di accelerare la diffusione su tutto il territorio nazionale delle comunità energetiche. È ora di fare scelte chiari e radicali smettendola di foraggiare i petrolieri, decarbonizzando l’economia e accelerando la transizione verde della Penisola”.

Forum QualEnergia, le comunità energetiche

In occasione della giornata di oggi sono stati presentati anche i dati dello studio Il contributo delle comunità energetiche alla decarbonizzazione in Italia, realizzato da Elemens per Legambiente.

Il documento, partendo dall’ipotesi di un pieno recepimento della Direttiva RED II e IEM, descrive lo scenario di sviluppo dei prossimi anni, le opportunità e i benefici ottenibili grazie allo sviluppo sulla Penisola delle comunità energetiche.

 

 

Secondo quanto spiegato nel corso del Forum Qualenergia, già entro il 2030 si stima che il contributo delle Energy Community possa arrivare a 17,2 GW di nuova capacità rinnovabile, permettendo di incrementare, sempre al 2030, una produzione elettrica di rinnovabili capace di coprire il 30% circa dell’incremento di energia verde, prevista dal PNIEC per centrare i nuovi target di decarbonizzazione individuati a livello europeo.

Legambiente spiega che il completo recepimento della Direttiva RED II permetterebbe una forte diffusione delle Energy Community su tutto il territorio nazionale, con investimenti in nuova capacità rinnovabile stimati in 13,4 miliardi di euro nel periodo 2021 – 2030, in caso di attivazione di tutto il potenziale.

Comunità energetiche, i benefici per le imprese

Rilevanti anche i benefici per le imprese. Gli investimenti attivati genererebbero, infatti, ricadute economiche sulle imprese italiane attive lungo la filiera delle rinnovabili, pari a circa 2,2 miliardi di euro in termini di valore aggiunto contabile. A ciò andrebbero poi ad aggiungersi importanti vantaggi fiscali.

Lo studio Elemens mette in luce anche anche i vantaggi ambientali dello sviluppo delle Energy Community in Italia, ossia una riduzione delle CO2 al 2030 stimata in 47,1 milioni di tonnellate. Inoltre, in termini occupazionali, le stime nel periodo 2021-2030 prevedono un impatto in termini di unità lavorative dirette – relative solo al lato «impianti» – pari a 19.000.

Impatto sul settore trasporti

Secondo quanto rilevato dallo studio, le Energy Community possono favorire il processo di decarbonizzazione nei settori termico e trasporti. Il minor costo dell’energia autoconsumata rispetto a quella prelevata dalla rete – spiega – renderebbe ancor più conveniente l’installazione di sistemi di riscaldamento quali le pompe di calore.

Queste verrebbero, quindi, alimentate dall’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili presenti all’interno della comunità energetica, con ulteriori benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni.

“L’Europa ce lo chiede, l’innovazione tecnologica ci offre una grande opportunità: rinnovabili ed efficienza energetica possono essere le chiavi di volta per la ripresa economica e sociale che dobbiamo assolutamente saper cogliere dopo la crisi pandemica. Eppure la politica nostrana è ancora troppo timida, potendo vantare al suo attivo praticamente solo il super bonus, e sembra di mancare di quella visione del futuro che sarebbe necessaria”, dichiara Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club.

Forum QualEnergia, le proposte di Legambiente

Durante la prima giornata del Forum QualEnergia, Legambiente ha rilanciato alcune sue proposte, tra cui:

– un salto di scala industriale, territoriale e comunitario per le fonti rinnovabili, prevedendo impianti eolici offshore e solari a terra in aree dismesse, la diffusione delle Comunità energetiche e l’autoproduzione da fonti rinnovabili.
– Dimezzare i consumi energetici del patrimonio edilizio pubblico e privato, prevedendo la proroga del superbonus al 2025 con revisione dei criteri, in modo da spingere l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in sostituzione degli impianti a gas.
Innovazione e giusta transizione nei territori della rivoluzione industriale, finanziando con le risorse del Just transition fund gli interventi di rigenerazione ambientale e rilancio economico e industriale delle aree della transizione energetica e della dismissione produttiva.
– Ridurre il gap nell’accesso alla mobilità sostenibile tra i territori e nelle periferie, completando l’elettrificazione delle linee ferroviarie e l’installazione del sistema di controllo e sicurezza (SCMT) al Sud, nelle isole, nelle linee nazionali e regionali ancora sprovviste.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)