Giornata mondiale della biodiversità: SOS specie a rischio in Italia (Foto Pixabay)

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, Legambiente ha lanciato un allarme riguardo lo stato di salute delle specie a rischio nel nostro paese. Secondo il suo ultimo rapporto “Biodiversità a rischio 2024, la crisi climatica, l’inquinamento e le catture accidentali stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di molte specie di avifauna e anfibi, indicatori chiave della salute di mari e zone umide.

Avifauna e anfibi a rischio

Tra le specie più minacciate troviamo il fratino, il cui numero è diminuito di oltre il 50% negli ultimi dieci anni. Le cause principali sono la pulizia meccanica delle spiagge e l’aumento dei predatori come ratti, gatti, e gabbiani reali. Anche il marangone dal ciuffo è vittima delle catture accidentali durante le attività di pesca. La berta minore, endemica del Mediterraneo, è particolarmente vulnerabile, mentre il gabbiano corso è classificato come “prossimo alla minaccia”.

Gli anfibi non se la passano meglio. La salamandra di Aurora, limitata a una piccola area delle Prealpi vicentine, è a rischio a causa delle pratiche forestali. Il geotritone del Monte Albo e il geotritone del Sarrabus, endemici della Sardegna, sono minacciati dalla distruzione del loro habitat e dai cambiamenti climatici. La raganella sarda, distribuita tra Sardegna, Corsica e arcipelago toscano, risente della scarsità d’acqua e dell’uso di pesticidi.

Il report di Legambiente evidenzia i ritardi dell’Italia nell’istituzione di nuove aree protette e nella mitigazione delle catture accidentali (bycatch), un problema che provoca la morte di oltre 200.000 uccelli marini ogni anno nelle acque europee. In Italia, le zone più critiche sono lo stretto di Sicilia e il golfo di Trieste. Un’altra emergenza è rappresentata dall’inquinamento da plastica, che ha dato origine a una nuova malattia, la “plasticosi”, che colpisce gli uccelli marini, causando gravi lesioni gastrointestinali.

Il natura day e richieste di Legambiente

Dal 22 al 26 maggio, Legambiente organizza il “Natura Day“, una serie di iniziative per sensibilizzare sulla biodiversità e chiedere che il 30% del territorio italiano sia protetto entro il 2030. Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, sottolinea la necessità di confermare gli obiettivi del Green Deal europeo e della Strategia per la biodiversità, per non arretrare nella tutela della natura.

Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, richiama inoltre l’attenzione sulle contraddizioni italiane che frenano le politiche di conservazione. Raimondi propone di accelerare l’istituzione di nuove aree protette, vietare la pesca a strascico nelle aree marine protette e valorizzare le buone pratiche esistenti. Legambiente identifica quattro priorità per l’Italia:

  • 1. Istituire nuove aree protette.
  • 2. Attuare i Piani d’Azione e le Strategie comunitarie.
  • 3. Vietare la pesca a strascico nelle aree marine protette.
  • 4. Valorizzare le esperienze virtuose e i progetti finanziati dall’UE.

A livello europeo, invece, le priorità diventano sei:

  • 1. Confermare gli obiettivi del Green Deal.
  • 2. Favorire la connettività e la resilienza degli ecosistemi.
  • 3. Ridurre il consumo di suolo e contrastare le specie invasive.
  • 4. Integrare la gestione della biodiversità con i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
  • 5. Monitorare la biodiversità in modo efficace e trasparente.
  • 6. Informare i cittadini e contrastare le fake news sui grandi predatori.

Tra le iniziative virtuose, infine, spiccano la “summer school” sulla valutazione di impatto ambientale a Palermo, il rafforzamento della Rete ecologica regionale in Emilia-Romagna e la mostra “Alieni: Flora e fauna venute da lontano” a Livorno. Legambiente continua a lavorare per un futuro in cui la biodiversità sia adeguatamente protetta chiedendo un impegno concreto da parte delle istituzioni italiane ed europee.


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