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Puliamo il mondo, ©Legambiente

Il coronavirus non ferma Puliamo il mondo. Ma neanche la plastica usa e getta

L’emergenza coronavirus non ha fermato il volontariato ambientale di Puliamo il mondo, che ha coinvolto 300 mila persone in tutta Italia e prosegue a ottobre. Ma nei parchi sono stati trovati molti rifiuti, soprattutto mozziconi di sigaretta, plastica usa e getta, packaging alimentare

L’emergenza coronavirus non ferma il volontariato ambientale. Non lo ha fatto nello scorso fine settimana, quando si è svolta l’annuale edizione di Puliamo il mondo, che prosegue con diverse iniziative anche nel mese di ottobre. L’emergenza coronavirus non ha fermato, però, neanche gli atti di incuria a danno dell’ambiente e del pianeta.

I parchi pubblici sono pieni di rifiuti in plastica, mozziconi di sigarette e soprattutto di usa e getta in tutte le sue forme: dai resti del packaging, soprattutto di confezioni alimentari, alle mascherine usa e getta che finiscono abbandonate un po’ ovunque.

 

 

 

Puliamo il mondo 2020

Il bilancio dell’annuale edizione di Puliamo il mondo, la campagna di volontariato ambientale organizzato da Legambiente, parla di 300 mila partecipanti in piazza, nei parchi, sulla spiagge per pulire l’Italia dai rifiuti abbandonati. Nella campagna sono coinvolte una quarantina di associazioni che si occupano di diritti a tanti livelli. Come accade da qualche anno, infatti, l’iniziativa è stata anche un “Puliamo il mondo dai pregiudizi” per ribadire l’impegno contro le discriminazioni.

«Pulire il mondo, lo abbiamo ricordato anche con il format Puliamo il Mondo dai pregiudizi, significa liberarlo dai rifiuti materiali ma anche da tutte quelle barriere visibili e invisibili che alimentano discriminazioni e violenze e impediscono di godere del nostro Paese nella sua bellezza più autentica e nel suo tradizionale spirito di solidarietà», ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Sono 41 le associazioni che hanno aderito con iniziative sui temi dell’integrazione, della convivenza e della coesione sociale contro ogni forma di violenza e razzismo, organizzata per “spazzare via rifiuti e pregiudizi”. Tra di esse, realtà che si occupano di ambiente, ma anche di migranti e richiedenti asilo, salute, detenuti, disabilità, discriminazione basata sull’orientamento sessuale, comunità straniere.

 

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Puliamo il mondo 2020

 

Per eliminare le tossine a volte basta il cestino

“Per eliminare le tossine a volte basta il cestino”, è lo slogan che ha improntato la campagna di quest’anno, che ha portato nel fine settimana migliaia di volontari nei parchi, in spiaggia, lungo le sponde dei fiumi, nei centri urbani per ripulirli dai rifiuti abbandonati.

È stata, rivendica Legambiente, anche «la più grande mobilitazione di cittadinanza attiva» organizzata in Italia dopo i mesi del lockdown. Allo stesso tempo il coronavirus, nei mesi passati e oggi, non ha fermato i gesti di incuria contro l’ambiente.

Anzi, denuncia l’associazione, «ha aggiunto “nuovi” rifiuti a quelli che già inquinavano i territori: prime fra tutti le mascherine, rinvenute a migliaia tra parchi e litorali ancora una volta soffocati dalla plastica e dall’usa e getta. Tra le tipologie di rifiuti ritrovati anche mozziconi di sigaretta, sacchetti, contenitori per cibo e bevande in plastica e in alluminio, rifiuti ingombranti abbandonati indiscriminatamente nella natura come gli pneumatici fuori uso».

Puliamo il mondo: Park Litter 2020

L’indagine Park Litter 2020 fatta in 73 parchi urbani permette di vedere quali rifiuti vengono più spesso abbandonati. Si tratta soprattutto di mozziconi di sigarette e residui vari di prodotti usa e getta, fra cui il packaging alimentare. Del resto con la pandemia si sta tornando a fare grande uso della plastica monouso e questo preoccupa non poco le associazioni ambientaliste, per anni impegnate in una campagna di promozione di materiali alternativi e di abbandono dell’uso e getta.

Park Litter ha permesso di raccogliere e catalogare quasi 28 mila rifiuti, circa 4 ogni metro quadrato, il 60% dei quali in plastica e il 32% costituito da mozziconi di sigaretta.

«Tra questi, a farla da padrone – denuncia Legambiente – sono i prodotti “usa e getta” e afferenti alla categoria “packaging”, che incidono rispettivamente per il 29% e il 27% sul totale dei rifiuti rinvenuti. In particolare, su un numero complessivo di 8.082 oggetti “usa e getta” recuperati, il 28% è costituito da tappi di bottiglia o barattoli e/o linguette di lattine, l’11% da tappi e coperchi e/o anelli di plastica, fazzoletti e tovaglioli di carta, buste e sacchetti. Le stoviglie (comprensive di piatti e posate di plastica, bicchieri e cannucce) incidono invece per il 3% sul totale. Per quanto riguarda il packaging, dei 7.495 rifiuti appartenenti a questa categoria ben l’88% è riconducibile a packaging di tipo alimentare, ovvero alle bottiglie in vetro che incidono per il 17% (1.241 su 7.495), alle bottiglie in plastica (1.064, il 14%) e ai sacchetti di patatine, dolciumi e caramelle (646, il 9%)».

La nuova ondata di rifiuti usa e getta

«La nostra storica campagna sui rifiuti conferiti illegalmente da cittadini maleducati e non raccolti da amministrazioni disattente, che alimentano il fenomeno del marine litter, ha fatto emergere il problema di una nuova ondata di rifiuti usa e getta, perché purtroppo si è diffusa la sbagliata convinzione che il monouso riduca il rischio del contagio da Covid – commenta il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – Dopo un decennio di conquiste su questo fronte, con le leggi sulle buste di plastica, i cotton fioc e le microplastiche nei cosmetici, siamo tornati indietro. Per recuperare il ritardo accumulato negli ultimi sei mesi della pandemia, serve approvare il recepimento italiano della direttiva europea sulla plastica monouso prima della scadenza del luglio 2021 e, al più presto, anche il disegno di legge Salvamare ancora in discussione in Senato, approvato dalla Camera ormai quasi un anno fa».

 

 

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Puliamo il mondo. ©Legambiente

 

Puliamo il mondo a ottobre

Molte iniziative si estenderanno anche a ottobre. CI saranno eventi fino al 10 ottobre in Emilia Romagna, con giornate di pulizia della spiaggia a Rimini (4 ottobre), e in Lombardia a Milano. In Calabria fino al 31 ottobre sono in programma iniziative per ripulire venti Comuni da pneumatici fuori uso abbandonati. In Toscana il 4 ottobre ci sarà un’edizione dedicata alla sensibilizzazione contro l’abbandono di mascherine e mozziconi di sigarette. A ottobre iniziative anche in Sardegna, in Puglia e nel Lazio.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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