emergenza smog

Clean Cities e nuova mobilità urbana, città italiane ancora indietro

Una nuova mobilità urbana più elettrica e più sicura. L’obiettivo c’è, le città un po’ meno. Le città italiane sono infatti ancora molto indietro rispetto agli obiettivi di mobilità e sicurezza fissati al 2030. E questo emerge anche in un contesto di crisi come quello della pandemia, che ha ridotto sì gli spostamenti ma non ha invertito la tendenza a privilegiare, e finanziare, l’auto privata e gli spostamenti inquinanti.

Legambiente ha presentato i risultati di Clean Cities, la nuova campagna itinerante che nell’ultimo mese ha acceso i riflettori sul ruolo che i capoluoghi italiani possono giocare per una ripartenza green e per contrastare i cambiamenti climatici. Sotto esame sono finiti 15 capoluoghi italiani sottoposti a uno “stress test” per valutare la capacità di investire in nuova mobilità, indici di traffico e sicurezza (vanno male), ciclabilità, mezzi elettrici pubblici e sharing mobility.

Muoversi ancora, nonostante e dopo la pandemia

«Anche se non torneremo presto a muoverci come prima, complice l’impoverimento degli italiani e lo smart working, riprenderemo comunque a spostarci – si legge nel dossier Clean Cities – Il modo in cui questo avverrà è strettamente connesso alle nuove politiche urbane, al ridisegno delle strade, alla presenza di nuovi servizi di mobilità e agli investimenti nel trasporto pubblico».

Clean Cities è la campagna di Legambiente che promuove una nuova mobilità urbana elettrica, sicura, sostenibile e condivisa. Quest’anno naturalmente si parte dalla pandemia e dall’esigenza di muoversi in sicurezza nel contesto di una crisi. Si parte dunque dalle lacune e dalle mancanze nella mobilità urbana.

 

mobilità sostenibile

 

Nuova mobilità urbana, città in 15 minuti e pandemia

«Forse le scuole avrebbero potuto rimanere parzialmente aperte, nonostante la pandemia, ma non abbiamo sufficienti mezzi pubblici e autobus per portare in sicurezza e distanziati gli studenti. È un esempio di fragilità – denuncia il dossier – Usiamo troppo spesso auto inquinanti a combustione, anche se lo scorso anno abbiamo percorso il 20% dei km in meno rispetto al 2019. Ci muoviamo troppo poco in bici, anche perché mancano corsie ciclabili e strade a 30 all’ora per viaggiare in sicurezza. Dobbiamo ridisegnare le nostre città perché tutti i servizi essenziali siano raggiungibili a piedi in un quarto d’ora (“Città 15 minuti”, come previsto a Milano e Padova). Queste sono le risposte fondamentali delle città del mondo (New York, Parigi, Londra) dopo la crisi Covid, per poter evitare anche i futuri blocchi del traffico per inquinamento e la crisi climatica (la sfida “zero emissioni” di CO2)».

Ci sono tendenze che in Italia non sono cambiate neanche con la pandemia, denuncia ancora Legambiente.

«Nell’anno terribile del Covid – dice Andrea Poggio, responsabile mobilità Legambiente – l’Italia ha subito un record di morti e di denatalità, ma abbiamo aumentato di 300mila unità le auto di proprietà. Si è speso un miliardo di euro in bonus auto nuove, ma non siamo riusciti a tenere aperti asili e scuole. Abbiamo chiuso l’anno con quasi 39 milioni di auto e 36 milioni di patenti. Con quella cifra avremmo potuto acquistare ben 2.500 autobus elettrici o 40.000 taxi e car sharing elettrici per 100 città, riducendo le emissioni di oltre 100.000 tonnellate di CO2 l’anno».

Clean Cities, lo stress test su 15 città

Clean Cities ha toccato 15 città: Padova, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, Cagliari, Pescara, Napoli, Bari, Palermo e Catania.

E le ha sottoposte a uno “stress test” per misurare la capacità di risposta agli obiettivi 2030 e all’esigenza di investire in una mobilità più sostenibile. Legambiente ha analizzato la distanza fra le politiche cittadine e le azioni da mettere in atto con i fondi europei del Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2030 e per disporre di un sistema di mobilità e trasporti sostenibili.

I risultati non sono buoni. Sono molto gravi gli indici di traffico e sicurezza, sia relativa agli incidenti che all’inquinamento. Le città più inquinate e meno sicure nel dossier di Clean Cities sono Roma, Ancona, Cagliari, Catania, Padova, Perugia e Pescara. Le uniche città appena sufficienti per l’adozione di politiche atte a potenziare ciclabilità, strade 30 e 20 all’ora, elettrificazione di mezzi pubblici e sharing mobility sono Bologna, Milano e Firenze.

C’è ancora molto da fare per rendere elettrico il trasporto pubblico locale. Nelle 15 città controllate ci sono in servizio ancora 12.500 bus diesel euro 4 o precedenti, bus che dovrebbero essere sostituiti entro il 2026 con mezzi solo elettrici.

Seguendo le piste ciclabili, la loro presenza e la loro implementazione rispetto agli obiettivi 2030, le città più ciclabili secondo Legambiente sono Torino (79% dei km realizzati), Milano (63%), Padova (58%) e Firenze (51%), seguite da Cagliari (44%) e Bologna (39%). Restano indietro tutte le altre: Pescara (30% dei km realizzati), Roma (28%), Palermo (20%), Bari (20%), Perugia (18%), Genova (16%), Napoli (16%), Ancona (7%), Catania (2%).

 

Bonus mobilità

Accelerare sulla nuova mobilità urbana

Serve dunque un’accelerazione nei confronti di una nuova mobilità urbana, a emissioni zero, che riduca anche l’inquinamento e la mal’aria nelle città italiane. C’è infatti troppo smog nelle città italiane. Ci sono troppi giorni di sforamento rispetto agli inquinamenti e alle polveri sottili. Ci sono troppe morti premature legate all’eccessiva esposizioni agli inquinanti atmosferici (Dossier Mal’Aria Legambiente, gennaio 2021).

«Le risorse del PNRR possono rappresentare un’occasione unica nel suo genere, una grande opportunità che può rendere le città protagoniste di un cambiamento epocale, e che devono sbloccare le politiche in grado di puntare su una nuova realtà, e non a muovere cemento per le grandi opere – ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Con Clean Cities abbiamo creato un network tra i capoluoghi italiani per far fronte alla decarbonizzazione e per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall’Unione Europea al 2030 e al 2050. Il nostro appello va ai Sindaci e alle amministrazioni delle città italiane, perché siano ambiziosi e perché propongano progetti concreti di riqualificazione urbana».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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